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Questa volta lo strappo non sembra ricucibile, tra Antonio Conte e l’Inter c’è troppa distanza per poter pensare a un futuro insieme e la giornata di ieri non è stata altro che una diplomatica mediazione verso l’addio definitivo. I dirigenti hanno lavorato al telefono, il tecnico salentino non si è visto e probabilmente non si vedrà, l’avvocato Cappellini ha avuto il suo bel da fare. Perché si lavora già sulla possibile buonuscita, segno che ormai i cocci sono troppi affinché la colla possa riparare il danno senza lasciare tracce. La verità è che già ieri in molti si aspettavano che potesse arrivare qualche annuncio, ma lo stipendio di Conte è salato e trovare l’accordo per la liquidazione non è esercizio semplice. 

SALUTA ANCHE ORIALI? - Da giorni il gruppo di lavoro del tecnico salentino respirava quest’aria. Oriali, partito per raggiungere il ritiro della Nazionale, potrebbe a sua volta lasciare l’Inter perché destabilizzato dai tagli pesanti che Zhang ha comunicato alla dirigenza. Un mercato da chiudere con un attivo di circa 80 milioni e la riduzione del 20% dell’attuale monte ingaggi. Una manovra di risanamento che sembra più un’inversione a U, lo stop o comunque una severa pausa a un progetto di sviluppo che invece andava consolidato. Perché con questo gruppo l’Inter poteva affermarsi in Italia per ancora qualche anno e con qualche rinforzo, iniziare a dire la sua anche in Europa. E invece questo potrebbe rimanere il più grande rammarico di Conte, che ha capito come Zhang sia disposto a smontare senza troppi problemi ciò che lui ha costruito a fatica. Come rovinare il lavoro a un artigiano.
Oggi come ieri, in viale della Liberazione si lavorerà al telefono. L’addio è nell’aria ma non sarà indolore. Zhang non può mantenere le promesse che aveva fatto a Conte e le continue richieste di chiarezza da parte dell’allenatore hanno messo all'angolo il presidente nerazzurro. Marotta sta già sondando la piazza, alla ricerca di un allenatore che possa fare al caso dell’Inter. Allegri è in cima alla lista dei desideri dell’amministratore delegato nerazzurro, ma il tecnico toscano sembra ormai al bivio tra Torino e Madrid, con Agnelli in forte pressing. Sarri è un nome che per una serie di motivi stuzzica, come piace anche Conceicao, che sembrava a un passo dal Napoli. Prima, però, c’è da sistemare la questione Conte, che sarà un bagno di sangue, se addio sarà.