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Proprio questo pomeriggio, gli agenti di Cordaz hanno fatto visita alla sede dell’Inter in viale della Liberazione per definire gli ultimi dettagli del contratto del loro assistito. Il portiere trentottenne arriva a zero dal Crotone e torna all’Inter dopo sedici anni. Sarà lui il terzo portiere nerazzurro per la prossima stagione e prenderà il posto in rosa di Padelli, passato all’Udinese.
 
PERCHÉ CORDAZ? - Il suo acquisto potrebbe far sorgere alcuni interrogativi ai tifosi nerazzurri sulle motivazioni che possono aver spinto Marotta a puntare sul trentottenne ormai ex Crotone, che potrebbero essere soddisfatti considerando un aspetto che esula dal calcio giocato strettamente sul campo. Uno dei tanti problemi che dovrà affrontare la dirigenza nerazzurra in questi mesi è quello della lista Champions. Dei 25 giocatori iscritti, 4 devono essere cresciuti nel vivaio (ed esserci rimasti per almeno 3 anni), più altri 4 in altri vivai italiani. Per quanto riguarda questi ultimi, la rosa dell’Inter è molto coperta: ci sono Darmian, D’Ambrosio, Ranocchia, Bastoni, Gagliardini, Barella e Sensi. Il problema è invece la sezione della lista che riguarda il vivaio nerazzurro: l’Inter al momento in rosa ha solo Pinamonti e Radu, con l’attaccante che però è uno dei probabili partenti. Se non arrivano a quattro, l’Inter dovrà rinunciare a dei posti nella lista UEFA, pari al numero di giocatori cresciuti nel vivaio mancanti.

IL PROBELMA NON È RISOLTO DEL TUTTO - Per questo Cordaz, che era compagno di squadra di Goran Pandev nella Primavera che vinse il Torneo di Viareggio nel 2002, è stato riportato ad Appiano Gentile. Il suo arrivo però non risolve del tutto il problema. Se partirà Pinamonti, ci vorranno altri due giocatori cresciuti nel vivaio. A dare man forte potrebbero essere i rientranti dai prestiti: Dimarco dal Verona, Pirola dal Monza, Esposito dal Venezia e Gravillon dal Lorient. Con l’eccezione di Esposito hanno fatto tutti bene in questa stagione, e il loro ritorno apre due possibilità all’Inter: cederli per monetizzare e fare plusvalenze o tenerli, puntare su di loro e sistemare il problema delle liste?
LE ALTERNATIVE - Dei tre il più interessante è certamente Dimarco e, tra l’altro, l’Inter è abbastanza scoperta sull’out di sinistra. Al momento, però, i nerazzurri sono più propensi ad una cessione per l’ex Empoli, Parma e Verona, con il nuovo Torino di Juric in pole position (i granata prima dovranno sfoltire un reparto che ha già Rodriguez, Murru e Ansaldi in quel ruolo), ma se non arriverà l’offerta giusta e soprattutto se non si riuscirà a trovare niente di meglio, a prezzi abbordabili, sul mercato, l’ex capitano della Primavera potrebbe restare a disposizione di Inzaghi. Il classe 2002 Lorenzo Pirola viene da un grande finale di stagione al Monza ed ha molto mercato: oltre ai brianzoli che vorrebbero confermarlo, piace anche a Parma e Cagliari, ma il ragazzo promette benissimo e privarsene definitivamente sarebbe un errore. Infine, Gravillon (tre anni nel vivaio nerazzurro) rientrerà dal prestito al Lorient, in Ligue 1. In Bretagna, l’ex Benevento è stato un punto fermo (26 presenze, 1 gol e 2 assist) della salvezza ottenuta dagli oranges et noir e le sue caratteristiche lo rendono un’alternativa credibile nel ruolo di braccetto destro della difesa a tre di Inzaghi. Anche per lui, però, l’Inter vorrebbe monetizzare. Insomma, il materiale per risolvere questo primo problema ci sarebbe. Bisogna però capire qual è la priorità in viale della Liberazione.