170
Nel “folto che ruota” questa volta si è inserito con prepotenza Marcelo Brozovic, che con la sua doppietta ha salvato l’Inter nella trasferta di Benevento, a sorpresa rivelatasi troppo complicata per il gruppo nerazzurro. Il croato ha vinto il solito ballottaggio con Joao Mario e ci ha messo meno di 25 minuti per confermare a Spalletti la bontà della sua scelta. Tanto è bastato a Brozovic per realizzare una doppietta decisiva ai fini del risultato e dei tre punti in classifica. 

UNA TESTATA ALLA MONOTONIA - Il primo gol è la sintesi di quanto chiede il tecnico nerazzurro: inserimento a fari spenti a raccogliere l’invito dell’esterno. Sono questi i movimenti che cancellano la monotonia e creano imprevedibilità, quelli che Spalletti aveva reso automatici a Roma. Perché il movimento senza palla è uno dei mantra dell’ex giallorosso. Il concetto del “folto che ruota” espresso in passato si riferisce proprio a queste situazioni tattiche. Giocate che Brozovic è in grado di regalare. Non con costanza. Il suo grande problema è sempre stato questo e di sicuro non è risolto con la doppietta di Benevento. Il raddoppio è arrivato su calcio piazzato: una situazione che l’Inter di quest’anno inizia a sfruttare con una certa continuità. 

GARE DELLA VERITA' - A Spalletti il compito più delicato: quello di riuscire a fare esprimere Brozovic su questi livelli di rendimento per un lungo periodo di tempo. Perché il croato ha spesso saputo prendersi la scena con lampi sporadici, ma altrettanto velocemente ha saputo poi nascondersi dietro al sipario. Dopo la sosta l’Inter troverà Milan e Napoli: quale occasione migliore per evidenziare un cambiamento?