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L'Inter è finalmente tornata a vincere e l'ha fatto con grande autorità. Il 2-0 rifilato al Chievo (pur non senza alcune imperfezioni) ha consegnato agli annali la prima vittoria (del secondo mandato) da allenatore nerazzurro di Roberto Mancini. Tante le note positive uscite dal rettangolo verde del Bentegodi, ma la più importante è sicuramente il ritorno ad alti livelli, dopo l'infortunio, di Danilo D'Ambrosio.

JOLLY DI FASCIA - Il laterale classe '88 dal momento del suo approdo in nerazzurro nella scorsa sessione di claciomercato non ha mai reso ai livelli per cui si era fatto apprezzare nella prima parte della passata stagione con il Torino. Fra infortuni muscolari, problemi fisici e gerarchie da scalare, infatti D'Ambrosio ha faticato ad inserirsi negli schemi tattici di Walter Mazzarri. Ma analizzando la rosa nerazzurra in virtù del cambiamento di modulo imposto da Roberto Mancini è proprio D'Ambrosio il terzino più adatto a ricoprire il ruolo di terzino sia di fascia destra che di sinistra. Fisicamente può adattarsi in copertura anche sui calci piazzati più di Jonathan e Nagatomo e l'intelligenza tattica lo pone al di soprà di Dodò che predilige la fase di spinta. La prestazione offerta contro il Chievo ne è la prova culminata anche con l'assist preciso tramutato in gol da Andrea Ranocchia.

AUSILIO SPOSTA IL MERCATO - D'Ambrosio si è quindi ripreso l'Inter e a gioire maggiormente, anche in virtù del rientro fra i convocabili di Jonathan è sicuramente il direttore sportivo Piero Ausilio. Roberto Mancini è stato chiaro tre innesti che possano completare la rosa, ma il recupero del terzino 26enne permetterà al direttore sportivo nerazzurro di non intervenire nel reparto degli esterni bassi di difesa. L'Inter farà tre colpi e oltre ad un regista e un esterno d'attacco Ausilio potrà giostrare l'ultimo innesto su più fronti, fra il garantire un ulteriore ala offensiva a Mancini o puntare tutto su un centrale di difesa.