Commenta per primo

Moratti se la prende con gli arbitri: contestato il rigore di Catania.
L'Inter è una squadra da rifare.
Ranieri non si tocca, per gennaio rispunta il nome di Tevez.

Il pomeriggio domenicale dà una mano all'Inter, ma senza un miracolo la classifica non può che restare quella. Con i suoi 4 punti la squadra di Moratti è ai minimi storici e il presidente inizia a farsi delle domande. L'unica certezza stavolta riguarda l'allenatore, ed è un fatto anomalo visti i precedenti. Gli altri pensieri variano dagli arbitraggi (il più che dubbio rigore di Catania segue quello inesistente subito contro il Napoli) ai rapporti con il Palazzo dopo lo scudetto non riconsegnato. Nel clan nerazzurro, infatti, serpeggia l'idea che il vento contro sia generato anche da questo atteggiamento.

Resta il fatto che dopo essere stati additati come unici responsabili di risultati non soddisfacenti, Benitez e Gasperini hanno avuto la loro rivincita. Mai l'Inter era finita così in basso nella sua storia. E stavolta non basta l'alibi degli infortuni per proteggere la società da scelte discutibili. Quanto visto a Catania, infatti, ha certificato il logorio di molti giocatori. In nome del fair play finanziario è stato rimandato il tanto sospirato rinnovamento: Moratti, che a fine mese dovrà versare 40 milioni per ripianare il deficit di bilancio, a gennaio dovrà cambiare strategie e uomini.

La campagna acquisti finora è stata fallimentare, nessuno dei nuovi arrivati ha dato l'apporto richiesto, al punto che lo stesso Ranieri sembra farci poco affidamento. Alvarez, Castaignos e Jonathan sono dei rincalzi non affidabili, mentre Zarate e Forlan hanno avuto un rendimento discontinuo. Il credito di Branca è quasi esaurito e quindi non gli sarà facile imporsi proponendo nomi di giovani giocatori. Il nome di Tevez torna dunque d'attualità: il City sembra aver abbassato le sue pretese fino a 20 milioni.

Per andare avanti in Europa e non perdere la possibilità di tornarci l'anno prossimo non basta comprare, è importante saper conservare anche ciò che si ha. Il tema degli infortuni, ripropostoin tutte le salse da Benitez, è ormai una costante di questa squadra. Nell'ultima settimana, infatti, si sono fatti male ben quattro giocatori e tutti per problemi muscolari. Prima Poli, poi Forlan e Coutinho, infine Samuel a Catania. La diagnosi di quest'ultimo è arrivata ieri: elongazione al comparto mediale dei flessori della gamba destra. Ne avrà per due settimane e quindi scatta un'altra emergenza in difesa. Contro il Lille, Ranieri dovrà sperare che non si rifaccia male Chivu, che rientrerà dall'infortunio alla caviglia nel ruolo a lui più gradito: difensore centrale. (a meno di arretrare Cambiasso). Insieme a lui ci saranno Lucio, Maicon e uno tra Nagatomo o Zanetti.

Ranieri, che in Francia ritroverà Sneijder, ieri ha passato tutta la giornata alla Pinetina per rivedere la gara di Catania e studiare gli avversari di Champions. L'allenatore è convinto che la ruota prima o poi tornerà a girare, ma soprattutto spera di tenere la squadra in scia almeno fino a gennaio, quando si aspetta di avere tre rinforzi, uno per reparto (piacciono Goetze per il centrocampo e Cahill in difesa), oltre a Eto'o nella versione part-time. Ecco perché anche ieri mattina Ranieri non se l'è sentita di strigliare la squadra, ma ha semplicemente chiesto un maggior sacrificio e uno spirito più battagliero. Il calendario è fitto d'appuntamenti e tra due settimane c'è il big match contro la Juventus. Non è la situazione ideale per lavorare, perché alla fine gli allenamenti diventano rifiniture e non c'è tempo per concentrarsi su aspetti specifici, come le 13 reti incassate finora.