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Mancini non ha ancora trovato la formula giusta: dopo la brutta batosta subita contro la Fiorentina, i nerazzurri escono indenni dal Ferraris, ma arraggiandosi e senza convincere. In assenza di Jovetic, l'Inter denota difficoltà nella costruzione del gioco, si spiega così tutta la preoccupazione di Roberto Mancini a seguito della convocazione in Nazioanale del montenegrino, unica vera pedina indespensabile per il gioco dell'intera squadra.

QUALITA' IN CASSAFORTE - Ma in realtà i nerazzurri conservano in panchina una discreta dose di qualità, che molte squadre di Serie A vorrebbero avere a propria disposizione: parliamo di Adem Ljajic e di Marcelo Brozovic, che continuano a guardare i compagni, ma di campo ne vedono poco e niente. Scelta misteriosa quella del tecnico jesino, che mediante le sostituzioni effettuate contro la Sampdoria lascia chiaramente intendere quali siano le proprie gerarchie: prima Manaj e solo dopo, a due minuti dalla fine, Ljajic. Con l'infortunio di Jovetic sembrava scontato un maggior utilizzo dell'ex Roma, che invece ha dovuto guardare dalla panchina Palacio prima e Manaj dopo.Entrambi protagonisti di una prova senza squilli di tromba. Lo stesso discorso vale per Brozovic, che continua a vivere all'ombra di Fredy Guarin, anche quando il colombiano - come da almeno due partite a questa parte - mostra preoccupanti segnali di resa. 
TITOLARI A PRESCINDERE - Una situazione quasi stucchevole quella che si sta generando ad Appiano Gentile, perché Mancini continua a non voler sentir parlare di turnover, ma di questo passo rischia di generare parecchio malconento all'interno dello spogliatoio. I titolari non incantano, ma allo stesso tempo chi non gioca non ha la possibilità di dimostrare di poter far meglio. La sensazione è che i titolari scelti da Mancini siano tali a prescindire, al di la delle prestazioni.