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  • Inter e Milan, distruggete San Siro ma costruitevi due stadi. E rispettate i tifosi

    Inter e Milan, distruggete San Siro ma costruitevi due stadi. E rispettate i tifosi

    • Stefano Agresti
      Stefano Agresti
    Nel dibattito - a momenti grottesco - sul futuro di San Siro, ci sono continui richiami alla storia assolutamente legittimi e comprensibili ma forse un po’ lontani dal mondo che corre (avanti o indietro, chissà). E lontani anche da Milano, dalla sua evoluzione, dal suo efficientismo, caratteristiche che la rendono una città unica nel nostro Paese e all’avanguardia in Europa.

    Insomma: Milano non può fermarsi di fronte a uno stadio meraviglioso e simbolico, però non al passo con i tempi. E non possono fermarsi nemmeno Inter e Milan nel loro percorso per tornare protagoniste a livello internazionale. Pezzi di storia sono stati annientati ed eretti nuovamente, magari a chilometri di distanza, oppure profondamente ristrutturati, da Wembley a Highbury, da White Hart Lane fino al Maracanà. Può succedere lo stesso a San Siro, non è il caso di gridare allo scandalo.

    Non riusciamo però a comprendere perché, individuata nella demolizione di San Siro la prima metà della soluzione al problema stadio, le società milanesi non accarezzino l’idea di costruirsi un impianto ciascuna. Okay, costerebbe probabilmente il doppio in fase di realizzazione, ma a lungo andare anche i benefici sarebbero enormemente maggiori per l’una e per l’altra. E i tifosi si identificherebbero di più in una struttura tutta loro. A Londra, tanto per fare un esempio, ogni club ha un suo stadio, e così a Manchester (ma anche a Torino, benché quello dei granata non sia di loro proprietà). 

    Campanello d’allarme: i tifosi. Si ha la sensazione che stadio nuovo significhi prezzi dei biglietti più alti, quasi raddoppiati. Lo ha scritto Dario Donato nel documentatissimo articolo pubblicato ieri su Calciomercato.com: nella stagione scorsa il prezzo medio di un biglietto allo Stadium juventino era di 53 euro, a San Siro andava dai 33 scarsi (Inter) ai 30 scarsi (Milan). Con gli impianti di ultima generazione, a capienza ridotta, si tende a creare un pubblico formato da una ricca élite, mancando di rispetto alla massa degli appassionati. E questo, francamente, è un pessimo messaggio che l’evoluzione dei club trasmette a chi, con la sua passione, alimenta il loro business. Anche a prezzi non esosi. 

    @steagresti
     

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