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Per Inter e Milan c'è una sola opzione: "Un nuovo San Siro a San Siro". Con un comunicato congiunto, le due società hanno parlato del progetto per la realizzazione di un nuovo impianto e risposto alle critiche dei consiglieri comunali. Questi avevano parlato di un 'antipatico cima di ricatto' e 'minaccia di fuga altrove', alludendo alla possibilità di spostare il progetto nell'area ex Falck di Sesto San Giovanni.

"La Proposta depositata dai Club riguarda il quartiere di San Siro a Milano: questa è la sola opzione oggi esistente. Detto altrimenti, la sola alternativa per i Club è un nuovo San Siro a San Siro. I Club vogliono investire 1,2 Miliardi € per realizzare uno stadio di qualità superiore e rigenerare un'area oggi non valorizzata, con evidente beneficio per il territorio comunale - maturando oneri pari a 81 milioni € - somme che rappresentano un evidente beneficio sia per la valorizzazione del patrimonio dell’amministrazione sia per la riqualificazione del bene e delle aree pubbliche".

Perché non ristrutturare San Siro? Inter e Milan rispondono anche a questi quesiti con spiegazioni tecniche.

"I Club stessi hanno sondato come prima opzione la ristrutturazione del Meazza, cui sono profondamente legati da storia e successi sportivi. Obiettivo della ipotesi di ristrutturazione studiata inizialmente dai Club era restituire uno stadio adeguato agli standard internazionali cui essi ambiscono per le squadre e per la città di Milano, grazie alla risoluzione di tutte le criticità e i deficit dell'attuale Meazza (altri progetti avanzati in tempi remoti o recentissimi non soddisfano tale obiettivo).

Dopo 10 mesi di studi approfonditi, l'opzione della ristrutturazione del Meazza è stata esclusa, per diverse ragioni di seguito illustrate: 

- QUALITA': a ristrutturazione non permette di raggiungere gli standard ottimali cui ambiscono i Club per garantire experience, comfort, sicurezza e servizi di livello pari al resto d’Europa e del mondo.

- IDENTITÀ: lo Stadio Meazza risulterebbe irriconoscibile. La nuova struttura esterna modificherebbe radicalmente gli elementi identitari.

- SICUREZZA: una ristrutturazione così invasiva necessiterebbe di un cantiere che comporterebbe notevoli rischi durante l’attività sportiva delle due squadre; l'opzione di svolgere le partite in altri stadi (capienze molto ridotte nel raggio di 200km da Milano) comporterebbe notevoli spostamenti e costi per i tifosi.

- CAPIENZA: lo stadio ristrutturato avrebbe una capienza inferiore a 60.000 posti (mentre quello attuale ha una capienza eccessiva).

Perché escludere la ristrutturazione del Meazza?

- SPAZI E SERVIZI: la prossimità con via Piccolomini non consente di intervenire sulla tribuna est (arancio).

- TEMPISTICHE: I tempi di ristrutturazione (circa 6 anni) sono circa il doppio rispetto a quelli di realizzazione di un nuovo stadio e maggiormente soggetti a imprevisti di cantiere non preventivabili, soprattutto considerata la vetustà del primo anello (realizzato a inizio anni '20 e privo di riferimenti documentali affidabili). In caso di imprevisti, si rischierebbe lo stop all’attività sportiva.

- ACCESSIBILITA': anche dopo una ristrutturazione, l'accessibilità per i diversamente abili resterebbe limitata e resterebbe preclusa per il 2° anello.

- IMPATTO AMBIENTALE E IMPATTO ACUSTICO E DI VIBRAZIONI PERCEPITE DENTRO/FUORI LO STADIO: riduzione contenuta degli impatti a causa della permanenza di vincoli strutturali.

- Tali valutazioni possono essere verificate da parte del Comune mediante soggetti terzi (es. Politecnico di Milano), chiamati a verificare le ragioni che hanno portato i Club a escludere l’ipotesi di ristrutturazione (i rischi operativi che un intervento di questo tipo comporta, il risultato ottenibile, l’assenza di uno stadio alternativo nel raggio di 200  km da utilizzare durante i lavori).

"L’aumento degli spazi premium non sacrifica in alcun modo l’obiettivo primario di uno stadio per tutti – hanno spiegato -, dalle famiglie, alle tifoserie organizzate, e che offre a tutti un’elevata qualità di esperienza. I club non hanno intenzione di portare i biglietti, oggi accessibili a tutti, a dei livelli non sostenibili". Anche i "grandi concerti e i grandi eventi continueranno ad essere ospitati nel nuovo San Siro".

Inter e Milan hanno anche identificato la "necessità di un dialogo con il progetto sull’area" dell’ex Trotto, oggi di proprietà del fondo Usa Hines. "I Club sono consapevoli che sia necessaria la massima armonizzazione e integrazione dei progetti – si legge nelle slide presentate in commissione – che comporranno una nuova parte della città. Per questo sono pronti ad avviare un dialogo costruttivo con le proprietà delle aree limitrofe, una volta ottenuto per il progetto dello stadio il pubblico interesse".

Infine, la valorizzazione del quartiere attorno all’area dello stadio per cui i club "sono disponibili a considerare di allocare delle risorse per promuovere insieme un progetto" di responsabilità sociale di impresa "per San Siro e i quartieri limitrofi".