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Marotta e Ausilio osservano assorti il rebus affrescato sull’antica parete, stringono gli occhi e riflettono sulla soluzione. Poco più in là, spostato solo di qualche metro, c’è Antonio Conte, che impaziente batte a terra il piede ritmicamente. E guarda i due, che però non distolgono lo sguardo dal problema. In casa Inter la situazione è questa, la dirigenza attende e studia le mosse, il tecnico rumoreggia e si spazientisce. Ma sono tutti sulla stessa barca e trovare in fretta un porto sicuro conviene in egual misura a Marotta, Conte e Ausilio. 

I DUE NOMI - L’Inter necessita di due attaccanti. Esattamente come a inizio luglio, ma nel frattempo è trascorso un mese. Di nomi se ne sono fatti tanti: Leao, Cavani, Dzeko, Lukaku, Pépé, Zapata, Milik ed altri. Di fatti se ne sono conclusi pochi, anzi, non se ne sono affatto conclusi. Però stringi-stringi, dal setaccio sono usciti Lukaku e Dzeko, entrambi esplicite richieste di Conte. Per il bosniaco tutto procede a rilento, ci sono distanze economiche che i nerazzurri stanno colmando goccia dopo goccia con l’aiuto di uno stantuffo. Per il belga sembra essersi tutto improvvisamente (e irreversibilmente?) complicato quando la Juventus ha deciso di mettersi di traverso, piombando in Inghilterra e offrendo ai Red Devils Dybala come contropartita per arrivare proprio a Lukaku. 

IL TENTATIVO DI MAROTTA - Il rilancio dell’Inter non è arrivato, i nerazzurri hanno lasciato campo a Paratici ma nello stesso momento hanno colto il fastidio di Dybala, incerto circa la possibilità di legare il suo futuro alla Premier. Marotta non ha mai nascosto la propria passione per la Joya tanto che un messaggio gliel’ha fatto recapitare: se proprio non ti affascina l’idea inglese e se proprio la Juve vuole venderti, beh, a Milano le porte sono aperte. Perché non instillare il dubbio? In fondo un ripensamento da parte di Dybala riaprirebbe davvero tutti i giochi: i bianconeri non prenderebbero Lukaku e lascerebbero Dybala sul mercato. Paratici dovrebbe ugualmente regalare una punta al suo allenatore, con l’Inter che espone in vetrina Mauro Icardi, da molti anni oggetto del desiderio di Maurizio Sarri. Tutto aperto, apertissimo. Ma se Dybala dicesse no allo United, l’Inter andrebbe diritta su Dybala o farebbe un nuovo tentativo per Lukaku? Aperta anche questa possibilità, perché se è vero che Dybala rappresenta il pallino di Marotta, è altrettanto vero che Lukaku è pur sempre la prima scelta di Conte, che intanto aspetta. 

SOLUZIONI ALTERNATIVE - Tuttavia in viale della Liberazione si ragione anche sulle alternative, perché un Piano B potrebbe essere necessario se Dybala dovesse cedere alla corte dello United. Cavani è una suggestione troppo onerosa, l’ex Napoli vuole rimanere a Parigi e lo sceicco non lo svende nonostante sia a un anno dalla scadenza. Servono 50 milioni per il cartellino e circa 10 milioni (quasi 20 lordi) di ingaggio a stagione per tre anni al calciatore. Il che significherebbe investire oltre 100 milioni per un 32enne. Restano invece aperte le piste che potrebbero portare a uno tra Rebic e Zapata, col secondo che attrae più del primo, ma anche in questo caso i costi non sono bassi: l’Atalanta chiede 60 milioni di euro per lasciar partire il colombiano. Il rebus non si schiarisce, serve ancora qualche giorno di studio.