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C'erano tre allenatori di grandi squadre in bilico e hanno vinto tutti: Garcia, con l'abbraccio dei suoi calciatori; Mihajlovic, alla faccia della sfiducia di Berlusconi; Pioli, contro la capolista e per di più in trasferta. Così oggi tra l'Inter, ancora prima in classifica, e la Roma, al quinto posto, ci sono appena quattro punto di distacco: un'inezia. Sì, stiamo vivendo un campionato dall'equilibrio eccezionale, come non ne ricordiamo: avremo di che divertirci, da qui a maggio. E non cominciamo a dire che il livello medio si è abbassato, perché poi guardiamo le coppe e ci rendiamo conto che tutt'e cinque le nostre squadre si sono qualificate: significa che così scarsi non siamo, benché Barcellona e qualche sua concorrente continuino a essere di un altro pianeta.

In un campionato così vibrante, la differenza la faranno le giocate, i colpi di un fuoriclasse. Guardate cos'è stato capace di nuovo di mostrarci Higuain, ad esempio. Ma non c'è solo il Pipita, oppure Mandzukic o Kalinic: ci sono anche giocatori che hanno un effetto negativo, almeno in determinate circostanze. Clamoroso, in proposito, quanto ha combinato Felipe Melo contro la Lazio. Non solo ha giocato una partita pessima, e ci può stare; non solo ha sbagliato appoggi elementari, e capita pure questo; non solo tutto ciò: è arrivato ad affossare irrimediabilmente la sua squadra, con un paio di comportamenti allucinanti.

Allucinante è il fallo da rigore che ha commesso, mentre la partita si stava spegnendo, ai danni di Milinkovic-Savic: gli è letteralmente saltato addosso e l'ha travolto, rendendo inevitabile il rigore per gli avversari, nonostante il laziale avesse le spalle alla porta e fosse praticamente innocuo. Una follia in piena regola, seguita presto dal bis, determinato forse dal nervosismo per la scellerata disavventura precedente: un'entrata da arti marziali ai danni di Biglia, che ha portato all'espulsione del brasiliano e ha spento ogni possibilità di rimonta. Si è rivisto, insomma, il vero Felipe Melo, quello che ha fatto storcere la bocca a tanti quando Mancini s'è adoperato affinche lasciasse il Galatasaray per trasferirsi a Milano: vedrai quante botte dà adesso questo, e quante squalifiche prende. Azzeccato.
Così, se oggi l'Inter non ha almeno un punto in più in classifica, la responsabilità è soprattutto di Felipe Melo: ha buttato praticamente da solo la partita contro la Lazio (peraltro giocata male dai nerazzurri, ma questa è un'altra faccenda). Colpa grave, che il brasiliano ha fatto di tutto per mettersi subito alle spalle: bello che abbia chiesto chiaramente scusa ai tifosi mentre infilava il tunnel degli spogliatoi, a dimostrazione che aveva capito perfettamente quanto grande fosse stato il proprio errore. La colpa però resta ed è sotto gli occhi di tutti. Perciò, da oggi, tra i mille compiti di Mancini c'è anche quello di restituire serenità al suo mastino di centrocampo, perché se Felipe Melo torna a essere quello di un tempo, scorretto e ingestibile, per l'Inter diventa durissima. Mancini, forte del suo carisma, proverà a placarlo: non sarà facile nemmeno per lui.

Stefano Agresti
@steagresti