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Antonio Conte ha lasciato un solco profondo, con lui l'Inter è tornata a vincere e sotto la sua gestione i calciatori hanno compiuto lo step mentale che inseguivano da anni. Un salto di qualità che si è visto soprattutto in Italia. È vero, nel mezzo c'è stata una finale d'Europa League, competizione che però l'Inter è arrivata a giocarsi uscendo male dalla Champions. Così come ne è uscita male anche l'anno scorso, da ultima del girone. 

Inzaghi sa che ripetersi in campionato è complicatissimo, ma l'ex tecnico biancoceleste è anche consapevole del fatto che in Europa può fare meglio del predecessore. E se questo avvenisse, per lui sarebbe già un bel punto a favore sul curriculum, visto e considerato che i confronti col passato sono sempre pesanti da assorbire, specie se chi ti ha preceduto ha saputo in qualche modo riempire la bacheca. 
Inzaghi ha iniziato con il piede giusto, lo ha fatto respingendo chi alla conferenza di presentazione ha tentato di offrirgli le prime attenuanti: le partenze di Hakimi e Lukaku, le incertezze della proprietà e un mercato in entrata che non decollava… Insomma, c'era tutto per mettere le mani avanti e invece Inzaghi ha parlato di scudetto e di girone Champions. Senza nascondersi, con una sfrontatezza che è apparsa come un atto di coraggio di fronte ai tanti tifosi interisti sviliti per le vicende di mercato che in quei giorni riempivano le prime pagine dei giornali. 

Per Inzaghi la partenza in campionato è stata abbastanza convincente, 7 punti conquistati su 9 a disposizione, con un gioco corale e organizzato. Ma domani al Meazza arriva già il primo esame tosto della stagione, quello che può mettere il timbro sull'inizio di una carriera accademica e spostare l'ombra del passato a distanza di sicurezza. Migliorare in Europa è il primo passo verso l'affrancamento, Inzaghi vuole riuscire lì dove ha fallito Conte.