Samuel Eto'o chiama la Premier League. "Potrebbe esserci una sorpresa dall'Inghilterra", dice il Re Leone dal Camerun. E l'Inter? Che devono fare i nerazzurri se per l'attaccante dovesse bussare alla porta il Manchester City, unica possibile pretendente oltremanica? 
 
Tutto dipenderà chiaramente dal peso delle offerte. Moratti pretende 40 milioni dall'Anzhi, ben consapevole che per i russi i soldi sono bruscolini. Forse non si arriverà a 40, ma almeno a 30 sì. Il City è altrettanto ricco, ma ha più raziocinio. Non ha altri interessi che siano le vittorie sul campo e sa che spendere moltissimo per un trentenne può essere un errore. D'altro canto Eto'o, se arrivasse un'offerta da Manchester, potrebbe dire no ai rubli del Daghestan. Dunque l'Inter sarebbe quasi obbligata a trovare un accordo con lo sceicco Mansour.
 
Come fare? La soluzione ha un nome e un cognome: Carlos Tevez. Eto'o accetterebbe una proposta inglese solo se rappresentasse un miglioramento rispetto alle sue attuali condizioni all'Inter. E cioè con un ingaggio superiore ai 10 milioni annui e durata superiore al 2014. Ma per accontentarlo il City punterebbe a uno sconto sul prezzo del cartellino. E qui il coltello dalla parte del manico ce l'ha l'Inter. Moratti potrebbe fare la voce grossa e spiegare all'amico Mancini che per avere il re di coppe Samuelito bisogna mettere sul piatto il prestito dell'Apache. Magari con un diritto di riscatto a un prezzo ragionevole. A quel punto si potrebbe anche rinunciare ai rubli dell'Anzhi. Portando un attaccante di assoluto livello a Milano e ancora 27enne. E soprattutto risparmiando soldi importanti da investire sul centrocampo o da mettere in cassa.