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Matias Vecino inizia a prendersi l’Inter. Un primo acuto c’era già stato alla seconda giornata contro la Roma, quando l’uruguaiano chiuse il match con la rete del definitivo 1-3. Poi una fase di stallo, una fisiologica pausa figlia dell’ambientamento. Perché il salto dalla Fiorentina all’Inter è notevole, come le aspettative dei tifosi, che a Milano chiedono sempre un po’ di più. Ma Spalletti è uomo esperto e aveva messo tutto in conto, tanto che oggi in conferenza stampa ha voluto evidenziare la crescita del classe ’91: «Inizia a trovarsi a proprio agio. Inizialmente c’era il timore di non essere all’altezza di questo gruppo, adesso inizia a capire che lui quì ci sta benissimo, non in modo tirato». 

LA SCELTA - Parole importanti quelle del tecnico toscano, che in estate ha promosso in in prima persona l’acquisto del centrocampista dalla Fiorentina. Al punto di averlo preferito addirittura a Blaise Matuidi, con cui i discorsi erano avviati da molto tempo. Dimostrazione di come Spalletti avesse già le idee molto chiare sul progetto di sviluppo dell’Inter, impostato su quel 4-2-3-1 che invece nelle precedenti stagioni non aveva mai dato troppe soddisfazioni, anzi… Nessun dubbio sulla qualità di Vecino, che in carriera ha anche saputo guadagnarsi la fiducia di quel Maurizio Sarri che adesso a Napoli offre spettacolo e che in Campania lo avrebbe portato volentieri. 

CHE SGROPPATE! - Ma come spesso accade le vie del mercato possono prendere direzioni imprevedibili e così Vecino si è ritrovato in nerazzurro. Per averlo, Ausilio e Sabatini hanno staccato un assegno da 24 milioni di euro in favore della Fiorentina, cifra che in estate ha fatto storcere il naso a tanti addetti ai lavori. Troppo compassato, si diceva. E probabilmente lo è, ma Vicino è anche intelligente e nelle ultime apparizioni si è esibito in giocate che denotano come l’interruttore della personalità si sia finalmente accesso. Contro Milan e Napoli l’uruguaiano ha voluto imprimere un'accelerata alla sua crescita, lo ha fatto con due sgroppate da 40 metri che hanno in qualche modo spaccato le partite: nel derby ne è scaturito il calcio d’angolo che ha portato al gol, al San Paolo invece Albiol ha allontano il pericolo. Ma questo Vicino potrebbe servire davvero molto a Spalletti.