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"Non ci sono scorciatoie, non possiamo paragonarci alla Juventus, sono di un'altra categoria". Antonio Conte è stato tranchant nell'immediato post Inter-Juventus alzando immediatamente bandiera bianca nel confronto diretto con la sua ex squadra nonché rivale nella lotta per lo scudetto. Eppure l'allenatore nerazzurro ha pienamente ragione perché se nell'11 titolare le due squadre potrebbero anche "sembrare" alla pari è nella profondità della rosa che la distanza si fa netta ed evidente. Se l'Inter vorrà competere ancora a lungo in questa stagione con i bianconeri già a gennaio servirà almeno un rinforzo di primissimo piano e in una zona ben definita: il centrocampo.

SENSI E BARELLA? NON BASTA - L'Inter si è mossa bene nel corso dell'estate e oltre a Lukaku ha acquistato a peso d'oro Sensi e Barella per rinforzare un reparto che già la scorsa stagione era apparso in netta difficoltà. Brozovic è cresciuto molto, ma l'unico sostituto in rosa è oggi colui che è diventato insostituibile al suo fianco da mezzala: Sensi. non è un caso che uscito lui si sia un po' spenta la luce e sebbene Barella sia incredibilmente in crescita almeno per ora non si può considerare né Gagliardini, né Vecino all'altezza dei tre titolari. Per lottare con la Juventus non basta, è evidente.

RAKITIC O MILINKOVIC, UN COLPO SUBITO - Se Maurizio Sarri può permettersi il lusso di escludere dalla lista Champions un nazionale come Emre Can e tenere in panchina gente come Ramsey e Rabiot, per Antonio Conte non è altrettanto e a gennaio Marotta e Ausilio dovranno correre ai ripari. In casa Barcellona è da inizio estate che non accenna a placarsi il caso Ivan Rakitic, ultimo nelle gerarchie di Ernesto Valverde che spesso arriva addirittura a non convocarlo. Il sogno dei dirigenti nerazzurri resta però Sergej Milinkovic-Savic che a breve firmerà un importante rinnovo contrattuale con la Lazio. Trattare con Lotito non sarà semplice, ma anticipare a gennaio il colpo già in programma la prossima estate potrebbe essere la mossa giusta. Solo un colpo di livello top potrebbe sparigliare le carte e sovvertire un ordine che oggi sembra consolidato. Perché Conte ai miracoli sportivi non riesce (o non vuole) proprio ad aggrapparsi.