Non sappiamo se a Spalletti piace il panettone, che rimane una specialità tipicamente milanese e soprattutto natalizia. Di sicuro, alla vigilia della difficile partita casalinga contro il Napoli, se lo vorrà, il tecnico dell’Inter potrà concedersi una fetta di questo dolce nel ritiro di Appiano Gentile. Difficile, però, anzi praticamente impossibile, che Spalletti dopo due stagioni sulla panchina dell’Inter possa centrare il triplete del panettone nel Natale 2019. La clamorosa bocciatura in Champions, perché di questo si tratta, ha segnato il destino di Spalletti che verrà giustamente difeso dalla società, anche se dietro l’ufficialità si penserà a trovare il suo successore per il quale sono già stati fatti i nomi, in ordine di probabilità, di Conte, Simeone e Mourinho. Premesso che proprio la società aveva sbagliato l’estate scorsa, prima ancora di Spalletti, a rinnovargli il contratto in scadenza non alla fine di questa stagione ma della prossima, il tecnico paga almeno cinque errori. 

LA SCELTA DI NAINGGOLAN - La proprietà cinese che voleva puntare sui giovani era contraria all’acquisto di Nainggolan, per ragioni anagrafiche e comportamentali, ma Spalletti ha garantito sulla sua utilità assicurando che l’ex giallorosso, da lui apprezzato a Roma, sarebbe stato l’uomo decisivo per il salto di qualità. Una serie di infortuni e l’ostinazione a volerlo impiegare anche quando non era al cento per cento hanno di fatto privato l’Inter e in particolare Spalletti del giocatore più atteso. Senza scordare che per ottenere Nainggolan, l’Inter ha ceduto a titolo definitivo il giovane Zaniolo, con il benestare del tecnico.

ECCESSIVA RIGIDITA’ - Dopo aver lasciato partire un altro giovane promettente come Karamoh, Spalletti ha chiesto Keita, un esterno, facendolo giocare come prima o seconda punta, invece di schierare Lautaro Martinez in coppia con Icardi, dall’inizio o durante le partite. E’ vero che all’esordio contro il Sassuolo, l’Inter ha perso con la coppia in campo, ma poi Spalletti ha mostrato una rigidità tattica eccessiva, giocando sempre con una punta e soprattutto confermando sempre Perisic anche quando ha dimostrato di non essere in forma. 

CAMBI E TURNOVER -  Politano, uno dei migliori fin qui, è stato sostituito a Torino sullo 0-0 nella gara contro la Juventus e al suo posto è entrato non un esterno, ma un centrocampista dal passo lento come Borja Valero. Un grave errore, come fu un errore risparmiare De Vrij a Bergamo contro l’Atalanta. E il fatto di avere ammesso più volte, con o senza ironia, di avere  sbagliato le scelte non assolve certo il tecnico, anzi rafforza la convinzione che Spalletti invece di dare certezze alla squadra abbia contribuito a creare confusione.

PARTENZE LENTE -
Malgrado sia al secondo anno all’Inter, la squadra è partita male sia in campionato, sia in Champions, come se l’allenatore non fosse stato in grado di trasmettere la giusta carica. E’ vero che contro il Tottenham all’esordio in Champions  l’Inter ha vinto 2-1 ma fino a pochi  minuti dal termine, con il Tottenham in vantaggio 1-0, nessuno avrebbe scommesso su quella clamorosa rimonta. E il fatto che l’Inter sia sempre andata in svantaggio in 6 partite su 6 in Champions conferma le difficoltà caratteriali del gruppo, evidentemente poco preparato a livello psicologico.

OBIETTIVI  FALLITI
- Staccata di 14 dalla Juventus in campionato, l’Inter può soltanto correre per tornare in Champions arrivando almeno al terzo posto. Ma il danno anche economico è l’eliminazione in Champions. Con le pessime prestazioni contro il Barcellona privo di Messi e il deludente pareggio finale contro il Psv. Vincere la Europa League e/o la coppa Italia sarebbe importante. Ma prima dello sprint finale, Marotta avrà deciso chi sarà il sostituto di Spalletti, anche perché ha già individuato anche lui i suoi limiti.