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Nuova puntata nella telenovela Zhang-Inter. Nelle ultime settimane, il presidente dei nerazzurri Steven (il cui nome reale è Zhang Kangyang) era stato protagonista suo malgrado di un’istanza con la quale sette istituti, creditori del rampollo della famiglia cinese, volevano annullare un verbale del cda interista, con il quale si stabiliva che Zhang non ricevessi compensi per il suo incarico. Il debito che questi istituti reclamano sarebbe di 250 milioni di euro, come appurato da un’ordinanza di un giudice di Hong Kong.

L'INTERVISTA - Arriva ora un nuovo aggiornamento. I creditori infatti erano giunti fino a Milano per trovare beni e patrimoni su cui rifarsi in modo da riottenere quanto, secondo loro, gli spetta. A Wall Street China e come riportato da CalcioeFinanza, ha parlato l’avvocato Kang Jian, che nella causa rappresenta alcuni di questi creditori e ha spiegato i motivi dell’azione dei suoi assistiti. “Abbiamo appreso che i beni personali e di valore detenuti direttamente da Zhang Kangyang sono molto rari e l’esecuzione successiva non sarà molto semplice e diretta”. Ecco perché, in mancanza di altri beni su cui rifarsi, i suoi creditori hanno puntato all’Inter, rivolgendosi al Tribunale di Milano.
MOTIVI - Il fine ultimo di questa mossa è l’annullamento di una delibera del Cda interista che, nominando Steven presidente, prevedeva che per lui non fosse previsto nessuno stipendio. Cosa effettivamente avvenuta poiché durante tutta la sua presidenza, Zhang non ha percepito nulla dall’Inter. I suoi creditori invece spingono affinché questo cavillo venga tolto in modo che Steven percepisca di fatti degli emolumenti che finirebbe quindi ai creditori in Cina, anche se i costi ricadrebbero sulle casse della società nerazzurra.