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Battuta la concorrenza di alcuni delle principali squadre europee che se lo contendevano - dal Monaco al Manchester City passando per il Borussia Dortmund  - l'Inter non ha perso tempo nell'impostare e programmare il futuro di Georgios Vagiannidis, promettente esterno sinistro classe 2001 in arrivo dal Panathinaikos. Un colpo in prospettiva e a "quasi" a parametro zero quello messo a segno dal club nerazzurro, come ha confermato ieri alla stampa greca anche il tecnico del Pana Giorgos Donis: "Lui e Apostolakis sono fuori dalla rosa per la prossima stagione. Vorrei vederli al più alto livello. In questo momento sono congelati tutti i discorsi dei rinnovi per valutare meglio la soluzione del club che è in fase di consolidamento".

FUTURO DEFINITO - Pur avendo collezionato soltanto una presenza in campionato, l'Inter ritiene Vagiannidis uno dei migliori talenti in giro per l'Europa nel suo ruolo e, definita l'intesa sull'ingaggio che il ragazzo andrà a percepire, ha anche già immaginato come dare seguito al suo processo di crescita e maturazione in un contesto tatticamente e tecnicamente più impegnativo come il calcio italiano. L'esterno mancino sarà inizialmente aggregato alla formazione di Antonio Conte per sostenere la preparazione in vista della stagione 2020/2021, ma il suo destino è già scritto. Sarà girato in prestito in una squadra che gli consenta di giocare con continuità, in modo da essere verificato sul campo e per acquisire quell'esperienza che in futuro potrebbe riaprirgli le porte di Appiano Gentile con altre prospettive.
I COSTI - Vagiannidis costerà all'Inter i 400.000 euro di premio di valorizzazione da corrispondere al Panathinaikos, mentre il difensore greco è pronto a sottoscrivere un contratto quinquennale a circa 500.000 a stagione. Un investimento che dimostra la volontà dei nerazzurri di puntare soprattutto per il futuro su un giocatore che potrebbe essere destinato a infoltire una batteria di esterni che, soprattutto sul lato mancino, è composta da calciatori che hanno offerto alterne garanzie, da Asamoah a Biraghi, passando per Young e un Dalbert oggi a Firenze ma con un avvenire tutto da definire.