È il caso di procedere con meno enfasi per condurre la nave in porto. Questo deve aver detto Beppe Marotta a Wanda Nara, che contrariamente ha sempre mostrato una certa vocazione nel rendere pubblico ciò che forse sarebbe meglio rimanesse privato. I dialoghi per il rinnovo di Icardi sono in attesa di nuovi sviluppi, le parti si sono confrontate, ma la trattativa non è ancora entrata nella fase calda. Anche perché in questo momento ci sono altre priorità nella testa dei dirigenti nerazzurri: prima il mercato di gennaio, poi la crisi che ha messo tutti in discussione ad Appiano Gentile.

DISCORSO CLAUSOLA - Smaltite tutte le scorie, la dirigenza nerazzurra impugnerà nuovamente le pratiche. I discorsi ripartiranno da basi concrete: Marotta ha lasciato intendere che molto difficilmente si riuscirà a togliere la clausola rescissoria dal contratto di Icardi, ma di sicuro, se aumenterà sensibilmente l’ingaggio, aumenterà anche il prezzo della clausola rescissoria. Almeno fino a portarla a un minimo di 150 milioni di euro, questa l’idea della società di corso Vittorio Emanuele, che sa bene che ci sarà molto da trattare sul prezzo dell’ingaggio, anche se in realtà le ultime prestazioni di Icardi non vanno proprio a favore del bomber argentino. Così come alcune poco brillanti. DOMANDA E OFFERTA - Per Mauro Icardi finora 9 gol in campionato, di cui 3 su calcio di rigore. Le squadre punite sono state sette e l’ultimo gol su azione risale al 2 dicembre contro la Roma. Numeri non esaltanti, anche se bisogna evidenziare le buone prestazioni di Icardi in Champions. La società tratta il rinnovo, l’idea è quella di giungere a un accordo attorno ai 7 milioni di euro ma la richiesta dell’entourage del calciatore è sensibilmente più alta. Al momento si è ancora fermi a questo punto, ma è ora di iniziare a programmare il prossimo incontro.