Alla fine è sempre la somma che fa il totale e all’Inter lo sanno bene. Mauro Icardi non è più il capitano dei nerazzurri, risultato di una serie di atteggiamenti che nel tempo hanno condotto l’attuale dirigenza a imboccare una strada senza ritorno. La punta dell’iceberg è nota a tutti, ma sono tanti i bocconi amari ingoiati dalla società di corso Vittorio Emanuele, in passato maggiormente aperta al perdono. Diverse, dunque, le tappe che hanno condotto Beppe Marotta a una scelta che non sembrava più procrastinabile, al punto che ad Appiano Gentile hanno preferito l’intervento d’urgenza, a stagione ancora in corso. 

LA BIOGRAFIA - La prima incrinatura fu causata dalla biografia che generò molti problemi con i tifosi. Una brutta storia che già all’epoca rischiò di costare la fascia a Mauro Icardi. Dopo un lungo vertice con la società, l’attaccante argentino scoprì che avrebbe pagato solo con una multa salata e uscito dalla riunione, come primissima cosa, twittò una sua foto con la fascia da capitano e accanto una frase: “Sola non la lascio mai”, forse in riferimento proprio al simbolo che ha vestito al braccio fino alla sfida contro il Parma. Un riconoscimento che per l’Inter non merita più. 

IN DIFESA DI WANDA  - Molto probabilmente anche per quelli che sono i valori che i nerazzurri attribuiscono alla fascia: “Abbiamo preso questa decisione per il bene dell’Inter”, ha spiegato ieri Luciano Spalletti in conferenza stampa, dopo aver chiarito che alcuni atteggiamenti di Icardi hanno messo in imbarazzo sia i suoi compagni che la società. Peccato mortale per un capitano, che ha visto la sua posizione oscillare sempre di più anche per le uscite poco convincenti di Wanda Nara, moglie e agente che il calciatore ha sempre difeso. Anche poche settimane fa, quando ha chiarito a tutti: “Sono molto felice del lavoro che svolge, sarò per sempre rappresentato da lei”. 

LA NUOVA MICCIA - Il problema è che forse l’Inter non è mai stata contenta di come Wanda Nara rendesse pubbliche trattative che invece avrebbero volentieri tenuto al riparo. L’altra miccia Wanda l’ha accesa il 17 dicembre, quando dichiarò: “Il rinnovo è lontanissimo, in estate lo avrebbero dato alla Juventus”. Parole che scatenarono la reazione di Ausilio: “Non ci piace il cinepanettone, Icardi non andrà mai alla Juventus”. Al ds fece eco Beppe Marotta: “Per trattare certi argomenti abbiamo una sede”.

A MACCHIA D'OLIO - Successivamente, alle dichiarazioni su Icardi se ne sono aggiunte altre che hanno peggiorato la situazione perché legate anche ai compagni di squadra dell’ex capitano: “Perisic? Forse ha problemi personali”. Una frase che il croato non ha preso bene, così come anche il resto del gruppo. Il problema è che poche settimane dopo c’è stata un’altra frase: “Se devo scegliere tra il rinnovo e l’arrivo di uno che gli metta 5 palloni buoni a partita, preferisco che Mauro abbia un aiuto”. Come a delegittimare chi finora gli ha consentito di segnare tantissimi gol, compagni che lo stesso Icardi aveva voluto ringraziare regalando un Rolex a testa.

TUTTI CONVINTI  - Il vaso era pieno di crepe, tanti piccoli pezzi incollati che alla fine hanno ceduto. Il percorso a tappe ha condotto a una frattura insanabile e l’Inter, per il proprio bene, ha deciso che Icardi non porterà più la fascia da capitano al braccio. Una scelta ponderata e condivisa da tutte le componenti della società; tutti convinti della scelta e anche dalle tempistiche. Segno che forse anche lo spogliatoio iniziava a staccarsi.