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Roberto Mancini è stato accontentato in tutto e per tutto in sede di campagna acquisti. Non è un discorso soltanto di numeri, visto che 9 nuovi calciatori erano stati richiesti e altrettanti ne sono arrivati ed esattamente nei ruoli e nelle posizioni espressamente indicati. Ma l'ingente mercato di rafforzamento compiuto dall'Inter lascia in dote alcuni dubbi e preoccupazioni per quello che sarà l'utilizzo di alcuni calciatori che fino a pochi giorni fa godevano di maggiore sicurezza a livello tecnico. 

SCENARI RIBALTATI - Uno di questi è Marcelo Brozovic, uno dei reduci insieme a Santon della campagna del gennaio scorso, poi quasi interamente sconfessata dalle scelte delle scorse settimane e gli addii di Podolski. Il centrocampista croato è reduce da 5 mesi in chiaroscuro, ma le partenze di Kovacic ed Hernanes parevano aprire scenari importanti a livello di titolarità con la prospettativa di un'Inter schierata col 4-3-3. Ma le ultime ore di trattative hanno portato in dote quel Felipe Melo che per Mancini rappresenta un punto fermo, soprattutto in un eventuale centrocampo a due, e la permanenza di Fredy Guarin.
LE GERARCHIE DI MANCINI - La mezzala colombiana ha trovato tantissimo spazio con l'arrivo di Mancini al posto di Mazzarri già nella passata stagione e, nonostante sia stato al centro di diverse indiscrezioni che lo volevano lontano da Milano, l'ex Porto sarà ancora nerazzurro con ottime possibilità di essere una prima scelta. Melo e Kondogbia danno più sostanza e copertura nel 4-3-3, Guarin più di Brozovic può essere l'elemento che aggiunge corsa e imprevedibilità alla manovra, con la sua capacità di inserimento e quel bagaglio di gol e assist che ancora non sembra appartenere al nazionale croato. Per il quale sono stati investiti complessivamente 8 milioni di euro e respinte tutte le offerte provenienti dalla Premier League e dal Lione e che però rischia di doversi trovare a scalare certe gerarchie già dai primi di settembre.

Andrea Distaso
@AndreaDista83