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L'Inter si è svegliata dal sogno Champions. Un sogno che stava coccolando nelle ultime giornate di campionato e che drasticamente è svanito nei 90 minuti di Genova. Un calcio violento, un destro sotto la traversa da posizione ravvicinata messo a segno da De Maio, una doccia gelata nelle ambizioni della squadra allenata da Roberto Mancini. Brividi opposti a quelli provati dalla Roma che, grazie alla doppietta di Totti, si è assicurata un posto nell'olimpo del calcio europeo.

IL CROLLO DI GENNAIO - L'Inter entrerà in Europa dalla porta secondaria, quella che porta all'Europa League, ma sebbene la stagione potrebbe comunque essere considerata positiva, nessuno riuscirà a cancellare i grandi rimpianti che la società nerazzurra avrà per il percorso intrapreso da gennaio in poi. Sì perchè l'Inter, dopo le festività natalize, si trovava ancora in cima alla classifica, ma è riuscita a dilapidare il proprio vantaggio sprofondando fino al quinto posto dopo la sconfitta con la Fiorentina della 25esima giornata. Il mese di gennaio è stato un vero e proprio film dell'orrore perchè dopo la vittoria soffertissima contro l'Empoli, l'Inter ha collezionato 3 sconfitte e due pareggi fra Campionato e Coppa Italia (in mezzo la vittoria nei quarti di coppa contro il Napoli). Un andamento negativo che ha visto solo 6 squadre fare peggio in Serie A (Udinese, Torino, Atalanta, Sampdoria, Verona e Frosinone). 

RIMPIANTO DUBAI - L'Inter è stata anche l'unica fra le big della Serie A a spostare fuori dall'Italia la sede del proprio ritiro invernale. A Doha per la precisione, al caldo per un'amichevole contro il PSG dal sapore di calcio internazionale. Una sfida che ha portato nelle casse nerazzurre circa 1/1,5 milioni di euro grazie alla vendita dei diritti tv e sponsorizzazioni. Soldi freschi che fanno sempre comodo ad un bilancio in costante bisogno di introiti. Incassi che, però, stridono con il rendimento avuto poi in campo dalla squadra. Il passato, in questo caso, non ha insegnato nulla o quasi ai dirigenti nerazzurri. Già nella magica stagione 2009/10 l'Inter volò ad Abu Dhabi con Mourinho per una mini-ritiro invernale. Anche in quel caso arrivò un calo fisico in campionato coinciso, però, nel periodo fra metà febbraio e metà marzo dove l'Inter completò un record di 2 vittorie 5 pareggi e 1 sconfitta agevolando la rincorsa della Roma (poi bloccata dalla doppietta di Pazzini contro la Sampdoria).

MEGLIO UN MILIONE SUBITO O 30 POI? - La differenza fra il 2010 ed oggi è che allora l'Inter era una squadra infarcita di campioni capaci di risolvere le partite da soli mentre oggi è un gruppo ancora in crescita e in costante fase di rodaggio. Non è un caso che la squadra si sia ricompattata e abbia ritrovato brillantezza fisica dopo la settimana di ritiro alla Pinetina imposta dal presidente Thohir in cui tanto si è lavorato soprattutto dal punto di vista atletico. Lo stesso presidente che sta provando in ogni modo a far quadrare i difficili conti nerazzurri oggi si trova costretto a rivalutare le proprie scelte passate. Il ritiro in Qatar, a conti fatti, è costato all'Inter la qualificazione alla prossima Champions League. Una qualificazione che avrebbe portato nelle casse nerazzurre circa 30 milioni di euro e che, al netto del milione guadagnato a Doha, ha fatto perdere all'Inter circa 29 milioni di euro. Ne valeva davvero la pena?

Emanuele Tramacere
Twitter: @TramacEma