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Domani alle 14 parlerà Antonio Conte in conferenza. Anzi no, la conferenza è stata annullata. All’Inter devono aver trascorso un lunedì turbolento e hanno fatto di tutto per renderlo noto. È bastata una visita di Zhang per annerire il cielo sopra la Pinetina, perché il messaggio portato dalla triade composta dal presidente, Antonello e Marotta ha generato tutt’altro che entusiasmo. “Rinunciate a due mesi di ingaggio”, questa la richiesta della società ai calciatori, che hanno preso tempo. Intanto la notizia ha trovato ampio risalto su tutte le testate giornalistiche, la squadra si è irritata e Conte, raccontano, l’ha presa ancor peggio. Da qui la clamorosa marcia indietro, con a sostegno una giustificazione non del tutto convincente: “È stata una scelta societaria”.
Ma due ore prima di annullarla, la stessa società, aveva scelto orario e luogo della conferenza di Conte. Che corto circuito c’è stato improvvisamente nelle loro teste? Probabilmente la spiegazione dell’Inter è incompleta. Dopo aver percepito il fastidio da parte di squadra e allenatore, la società ha pensato bene di non correre rischi, eliminando il problema alla base. Torchiato da decine di domande sulla società e sugli stipendi, il tecnico dell’Inter avrebbe potuto sbottare contro la proprietà, come più volte accaduto in passato. Ma a questo punto un’altra domanda sorge spontanea: non ci saranno più conferenze di Conte fin quando non si saprà qualcosa di più preciso circa la decisione da parte della squadra di rinunciare o meno agli stipendi? Di fronte a questo quesito, l’Inter prende tempo.