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Un altro flop, un'altra prestazione deludente non tanto dal punto di vista caratteriale quanto sul piano della produzione di gioco. L'Inter non riesce proprio ad essere continua nel rendimento ed esce ancora una volta ridimensionata dallo 0-0 ottenuto a San Siro colorato soltanto da 11mila bambini contro il Sassuolo. Gli stessi bambini che, a fine partita, hanno regalato dei cori in favore della formazione neroverde, per il bel gioco espresso, quello sì, che invece è mancato ai nerazzurri. Il problema è endemico e puntualmente si ripresenta davanti a Luciano Spalletti perchè il reparto nevralgico del campo, il centrocampo da cui passano tutte le trame di gioco dei nerazzurri, presenta, per caratteristiche della rosa, carenze strutturali. 

UN CENTROCAMPO A FASI ALTERNE - Marcelo Brozovic è l'unico e autentico fulcro da cui passa il gioco dell'Inter. Il centrocampista croato è ovunque, e colui che macina più chilometri dell'intera rosa ed è anche l'unico che offre sempre una linea di passaggio sicura ai compagni. Anche contro il Sassuolo Brozovic ha messo a segno 120 tocchi con quasi il 90% di passaggi riusciti. Di fatto la somma complessiva di quelli degli altri 4 centrocampisti impiegati da Spalletti (45 Vecino, 43 Joao Mario, 23 Nainggolan e 10 Borja Valero). Anche analizzando le heatmap dei tre titolari la differenza di rendimento e di utilizzo è palese.


128 MILIONI "BRUCIATI" - Un problema strutturale, dicevamo, perchè il rendimento dei 4 centrocampisti (oltre a Brozovic) a disposizione di Spalletti è sempre altalenante. L'allenatore toscano è stato costretto a risfoderare il già scaricato Joao Mario, a chiedere gli straordinari a Borja Valero, a far giocare esterni fuori ruolo o giocatori non al meglio perchè di fatto, con gli acquisti degli ultimi 3 anni, l'Inter non è mai riuscita a centrare un acquisto in grado di aiutare prima la crescita e poi la consacrazione di Brozovic. 25 milioni per Gagliardini e Vecino, 40 per Joao Mario, 38 per Nainggolan per un totale di 128 milioni di euro "bruciati" in tre anni sul mercato con l'acquisto di centrocampisti mai realmente decisivi. 

NUOVI INNESTI - Non il massimo in pieno periodo di Fair Play Finanziario.
Non il massimo per un mercato, quello di gennaio, in cui effettuare acquisti è tutt'altro che semplice. E non il massimo, in conclusione, in vista di un estate, la prossima, in cui Suning dovrà nuovamente mettere mano al portafoglio per provare a colmare questo vuoto. Da Barella a Kroos, da Milinkovic-Savic a Ndombele, investire a centrocampo per l'Inter è ancora una volta una questione di necessità e non di opportunità.