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Se Dio vuole, si ricomincia. Ma a volerlo deve essere proprio l'Altissimo perché con questi uomini di scarsa volontà, c'è da aspettarsi di tutto. La sensazione, frutto dell'assemblea di Lega di venerdì, è che la maggioranza abbia capito che, anche se ricomincia, la serie A non finirà perché il convitato di pietra, ovvero il contagiato di una qualsiasi squadra, prima o poi si appaleserà e tutto si fermerà definitivamente. Perché non si realizzi la profezia di un campionato senza scudetto e senza retrocessioni (l'anno prossimo il campionato sarebbe a 24 o a 25 squadre?) dobbiamo sperare in Gabriele Gravina e nel Consiglio Federale di lunedì. Tutto ciò premesso, facciamo finta non solo che si riparta (in fondo manca solo una settimana), ma che si arrivi anche alla fine. Chi vince il titolo? Chi retrocede? Chi va in Champions e chi in Europa League? 

SCUDETTO - La Juve ha un punto in più della Lazio e nove più dell'Inter che, però, deve recuperare la partita con la Sampdoria (domenica 21 giugno). Assai probabile che i nerazzurri vincano e poi, sullo slancio, vadano a cercare di riprendere sia la Lazio (impegnata nell'ardua trasferta di Bergamo mercoledì 24 giugno) che la Juve. Non ci fosse stata questa lunghissima pausa avrei dato l'Inter per spacciata. Invece, se non favorita, mi viene da pensare che sarà in grado di ripartire meglio di tutti. E' vero che gioca sempre, ma è vero anche che Conte all'inizio va fortissimo. Mi resta il dubbio di una preparazione troppo pesante rispetto alle esigenze (l'Inter deve essere leggera) e di una rosa non sempre competitiva. Però metto l'Inter davanti a tutti per l'abitudine alle partenze sprint, la Lazio appena dietro perché motivatissima per lo scudetto e la Juve al terzo posto. Le ragioni sono almeno due: ha il quarto attacco della serie A e non ricomincerà con Higuain (infortunato), pensa alla Champions con maggiore propensione rispetto al campionato. L'Europa muoverà i primi passi ad agosto, cioé a serie A comunque conclusa, ma con tante partite da giocare in Italia, Sarri farà molto turnover, cioè quel che gli riesce peggio. Alla fine o trionfa l'Inter o ce la fa la Lazio. Juve terza. 

CHAMPIONS LEAGUE - Tre squadre qualificate ci sono senza dubbio alcuno, la quarta sarà l'Atalanta che, per me, è quella con il miglior rapporto qualità del gioco/utilità di risultato. Non avesse perso qualche punto di troppo l'avrei inserita nella lotta per il titolo, però manca di continuità ed è più imprevedibile nella partita secca (in Champions sorprenderà ancora). La Roma, in pura teoria, è in grado di rimontare (meno tre dall'Atalanta) anche se non ha alle spalle né una tifoseria compatta (a Bergamo sì), né una società forte (Pallotta è ancora qui e non sa più chi deve cercare per vendere). Decideranno i fattori esterni e ancora una volta la provincia può battere la metropoli. 
EUROPA LEAGUE - Quando la serie A si è imposta lo stop, il Napoli era una squadra che volava. Rino Gattuso chiuderà bene la stagione visto che è ancora in corsa per la Coppa Italia (ha vinto in trasferta a San Siro nella prima semifinale), può mettere paura al Barcellona in Champions e arriverà sicuramente in Europa League per l'anno prossimo. Certo, a De Laurentiis mancherà la massima competizione  internazionale, ma nella stagione in cui è stato esonerato un uomo placido come Carlo Ancelotti, provocando questo e altri traumi nell'ambiente, a Napoli non possono chiedere miracoli. Un mezzo miracolo sarebbe vincere la Coppa Italia perché un trofeo è la miglior terapia contro la mediocrità. 

SALVEZZA - Non so se sia vero, ma raccontano che Urbano Cairo sia stato, tra i presidenti di Lega, il promotore dell'abbinata "no scudetto, no retrocessioni", in caso di nuovo e definitivo stop. Se così fosse, capirei benissimo il presidente del Torino, cui non sfugge che la sua squadra è quella che rischia di più nella corsa ad evitare il terz'ultimo posto. Per me Brescia e Spal sono già retrocesse e, nel loro caso, la classifica non è bugiarda, ma fedele e giusta. Il Lecce gioca sempre alla pari e merita di restare in A, le due genovesi sanno mordere il pane duro della sopravvivenza. Un po' meno, negli ultimi anni, la Samp, anche se la presenza di Ranieri in panchina è quasi una garanzia per raggiungere il traguardo minimo. Se il Torino se la cava, io vedo in pericolo l'Udinese, mentre la Fiorentina, sia per la classifica, sia per Iachini la reputo in salvo. 
In bocca al lupo a tutti. Sempre che ci sia ancora, in tutti, la voglia di giocare.