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  • Inter, Jovetic: siamo punto e a capo. La classe c'è, ma il problema è un altro

    Inter, Jovetic: siamo punto e a capo. La classe c'è, ma il problema è un altro

    Strano il destino di un uomo, nel caso specifico di un calciatore, bramato da mezza Europa quando illuminava la scena in maglia viola, e lentamente finito nella normalità. Una discesa che uno come Stevan Jovetic (foto da Twitter Sportmediaset) non avrebbe potuto  prevedere, perché il campo ha spesso raccontato il contrario, lo ha sempre posto nella categoria dei fantasisti, quelli che hanno qualcosa in più: il colpo che può indirizzare una gara, a volte anche determinandone il risultato. Altro che tipo "normale". Lo aveva capito il Manchester City, che per averlo non badò a spese, ma ironia della sorte, proprio da lì in avanti sarebbe partita la salita per il montenegrino, che in Premier non è riuscito a confermarsi, trovando sul proprio cammino diverse difficoltà, tra cui gli infortuni che ne hanno bloccato la crescita. 

    PROBLEMI TATTICI - Dopo due stagioni con la maglia del City, il cartellino di Jovetic si è dimezzato. Da qui la scommessa dell’Inter, che ha sempre apprezzato l’ex Fiorentina, senza mai riuscirlo a portare a Milano. Roberto Mancini lo ha convinto con qualche telefonata, ma dopo pochi mesi, nonostante l’ottimo avvio, il rapporto tra i due ha subito qualche flessione. Nello scacchiere tattico del tecnico iesino, il montenegrino è apparso sempre meno fondamentale: Mancini ha scelto di giocare con due esterni offensivi ed una punta centrale, ruolo che in questo momento è di Mauro Icardi, capitano e goleador della squadra nerazzurra. La posizione di tornante non si adatta a Jovetic, che rende il meglio di sé nella zona centrale di campo, magari con una punta davanti a sé. 

    DISTILLATO DI GENIO - Ecco perché dopo pochi mesi, Jovetic è diventato subito un equivoco per l’Inter, che ha deciso di metterlo sul mercato. Per l’ex viola non è arrivata alcuna offerta, 15 milioni di euro non sono bruscolini e l’Inter non può concedere sconti perché altrimenti rischierebbe una minusvalenza, in questo momento vietata dall’Uefa. Ma giocatori come Jovetic non muoiono mai e da un momento all’altro potrebbero far sorgere rimpianti. Proprio nella notte italiana il montenegrino, in amichevole, ha illuminato la scena ricorrendo al suo immenso talento: un palo colpito con un sontuoso pallonetto ed un gol pazzesco di tacco, che ha beffato portiere e difensore, nel disperato tentativo di impedire che la palla finisse in rete. Un colpo da campione, un distillato di genio che aiuta a comprendere come, probabilmente, con una diversa gestione, questo attaccante potrebbe ancora dire la sua. Ma l’anno prossimo il problema rischia di riproporsi nuovamente: Mancini è alla ricerca di elementi che possano finalmente costruire quel 4-2-3-1 che ha in mente da tempo, un modulo che di sicuro non favorirebbe le caratteristiche di Jovetic. E sarebbe nuovamente tutto punto e a capo

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