"C'eravamo tanto amati...". Potrebbe essere questa la frase riassuntiva dell'attuale momento che sta vivendo il rapporto tra Beppe Marotta e Fabio Paratici. Maestro e allievo, dai tempi della Sampdoria - quando Marotta lo gli affidò prima l'incarico di responsabile degli osservatori e poi di direttore sportivo - agli anni di vittorie alla Juventus, con i sette scudetti consecutivi conquistati in coppia. Poi, lo scorso 29 settembre, l'annuncio choc dell'allora amministratore delegato bianconero: "La società e gli azionisti stanno attuando una politica di rinnovamento, le nostre strade si separeranno".

'CASO' RONALDO - Quasi un fulmine a ciel sereno, che ha portato come conseguenza alla nomina di Paratici a responsabile dell'area sport del club del presidente Andrea Agnelli. Nei fatti, però, questa promozione era già avvenuta qualche mese prima, quando da direttore sportivo Paratici - e non Marotta - sedette accanto a Cristiano Ronaldo nel giorno della sua presentazione come nuovo acquisto.

BUFERA ICARDI-DYBALA - Negli ultimi mesi, poi, c'è stato un progressivo raffreddamento dei rapporti tra i due. La scorsa settimana Paratici, in un'intervista a Walter Veltroni sulla Gazzetta dello Sport, dichiarò: "Mi dispiace non lavorare più con Marotta, ma facciamo due lavori diversi". Parole a cui ha fatto seguito una confessione di mercato: "La scorsa estate potevamo comprare Icardi e scatenare un casino incredibile". Dichiarazioni che non sono piaciute a Marotta, infastidito ancora di più da quelle rilasciate questa mattina, con cui Paratici ha rimandato al prossimo giugno eventuali valutazioni sul futuro dell'ex capitano dell'Inter, finito al centro di un vero e proprio caso negli ultimi giorni. "Lo stesso discorso vale per Dybala - la secca risposta dell'ad nerazzurro - vedremo cosa farà a giugno. Le dichiarazioni di Paratici sono state fuori luogo". Dopo anni di amicizia e collaborazione, è sceso il grande gelo. La battaglia tra Juventus e Inter è ripartita.