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Sono in molti a chiedersi se Mateo Kovacic valga, a tutti gli effetti, quegli 11 milioni più bonus spesi dall’Inter a gennaio per strapparlo dalla Dinamo Zagabria. La cifra è importante, non si discute, soprattutto considerata l’età del ragazzo.Volevate una risposta? Eccola. Il croato contro il Tottenham ha dimostrato di poter guidare il centrocampo dei neroazzurri.

Stramaccioni gli chiedeva personalità e geometrie: detto, fatto. Dopo le prime apparizioni un po’ timide, Kovacic, fresco, tra l’altro, di convocazione in nazionale, si è impadronito della scena. L’allenatore dell’Inter lo ha schierato regista basso in un centrocampo a tre, non il suo ruolo naturale. Il diciottenne non ha fatto una piega e ha dettato i tempi come il più esperto dei playmaker dal primo minuto al 79’, momento della sua uscita dal campo per un affaticamento. San Siro ha riconosciuto i meriti del ragazzo, regalandogli una standing ovation meritatissima. La cosa paradossale è che, una volta uscito il croato, l’Inter è calata notevolmente. Stanchezza a parte, che ci sta tutta, vista la prova strepitosa dei neroazzurri, senza Kovacic, le azioni dell’Inter sono diventate impulsive e un po’ disordinate.

Detto questo, non bisogna esaltarsi e, soprattutto, ricordarsi che l’ex centrocampista della Dinamo Zagabria ha solo 18 anni. Stramaccioni deve stare attento a non bruciarlo. Il talento di Kovacic è cristallino, gli Under-20 con la classe e la visione di gioco del ragazzo sono davvero pochissimi, e non parliamo solo di quelli europei. Se l’Inter ha scelto di sposare un progetto all’insegna dei giovani, lo persegua fino in fondo. In Kovacic vale la pena credere. Quindi, se il balcanico in futuro dovesse sbagliare una partita, è importante difenderlo subito. Solo con la continuità e la fiducia, un potenziale campione come Kovacic, perché di questo si tratta, può crescere nel migliore dei modi.