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Se non assomiglia a un capolavoro, poco ci manca. L'affare Sanchez, chiuso quasi all'improvviso, è un'operazione intelligente e furba targata Marotta. Le condizioni sono chiare: il cileno, a ore, si libererà gratis dal Manchester United e firmerà un triennale da 7 milioni di euro a stagione con l'Inter. I più scettici e critici potrebbero sottolineare l'ingaggio pesante messo sul piatto di un classe 1988 che, tra tre anni, chiuderà l'esperienza nerazzurra a 34 anni. Osservazioni giuste, ma limitarsi a questa considerazione sarebbe superficiale. Le condizioni di partenza, infatti, erano tutt'altro che favorevoli per l'Inter: il Manchester United ha sempre chiesto tra i 15 e i 20 milioni di euro per il cartellino, ai quali andava aggiunto uno stipendio da capogiro. Oltremanica, il conto in banca del Niño Maravilla si gonfiava di oltre 12 milioni netti ogni anno. Ecco perché, davanti a un giocatore d'esperienza e preso a parametro zero, 7 milioni di euro non sono esagerati ma in linea con le dinamiche di mercato. 

SEGNALE A CONTE - Le agevolazioni del Decreto Crescita, inoltre, servono un assist importante a Marotta: al lordo, Sanchez costerà all'Inter poco più di 9 milioni annui (lordo compreso), per un totale di circa 27 lordi in tre anni. Una permanenza importante, voluta e cercata da Antonio Conte. E le tempistiche non sono casuali: pochi giorni dopo lo sfogo post-Bergamo, Marotta lancia il primo segnale al suo allenatore, accaparrandosi un giocatore chiesto con insistenza dal tecnico nel corso delle ultime settimane. Post-lockdown, il cileno è stato titolare 8 volte su 13, mettendosi in mostra con 3 gol e 7 assist. 
BIVIO - Ma non è tutto. L'affare-Sanchez, con quelle cifre, pone l'Inter a un bivio importante. A livello di gerarchie, infatti, il Niño rappresenta la terza punta a disposizione di Conte. Una terza punta da 7 milioni all'anno: stonano, allora, i 3 milioni che percepirà l'anno prossimo Lautaro Martinez. Ecco perché, dopo l'operazione di ieri, l'Inter è chiamata a una scelta: o rinnovo con cospicuo adeguamento per il Toro, o cessione. Servirà, anche in questo caso, un segnale netto e diretto, specie verso la Catalogna. Il Barça chiama ed è pronto ad offrire 10 milioni annui...