L'Inter non incute timore, non fa paura alle squadre avversarie e si accontenta di poter vincere le partite attraverso gli episodi. "Se devi sperare negli episodi devi sperare comunque che vadano solo per te e non sempre va così". L'ex centrocampista nerazzurro Esteban Cambiasso è stato lucidissimo nell'analizzare la crisi di risultati che sta attanagliando l'Inter e ha puntato il dito sulla mancanza di gioco che la squadra allenata da Luciano Spalletti sta mostrando. Mancanza di gioco o, meglio, mancanza di movimento per una manovra lenta, statica e priva di pericolosità.

SQUADRA STATICA - Eppure gli uomini schierati da Luciano Spalletti, al netto di infortuni e problemi disciplinari, sono tendenzialmente sempre gli stessi di inizio anno quando l'Inter viaggiava a ritmi spediti rimanendo in corsa addirittura nella corsa scudetto. Un'Inter simile ma differente, soprattutto per quanto riguarda i movimenti in campo. Una squadra statica che ha in uno dei più celebrati rinforzi estivi l'emblema dell'involuzione tecnico tattica che sta attanagliando i nerazzurri: Matias Vecino.

VECINO LA CHIAVE - Se ad inizio anno abbiamo celebrato tutti l'acquisto del centrocampista uruguaiano dalla Fiorentina, sottolineando le capacità di tuttocampista mostrate ad esempio nella vittoria per 3-1 contro la Roma (ecco da twitter heatmap e touchmap della gara),



oggi ci troviamo a commentare l'involuzione di Vecino, bloccato davanti alla difesa e a cui viene affidato soltanto il semplice compito di un giropalla che si dimostra lento e orizzontale (qui la heatmap e touchmap della gara col Genoa).


Che fine hanno fatto le doti di incursore dell'uruguaiano? Perchè il centrocampista più verticale a disposizione di Spalletti è limitato o si limita a giocate soltanto orizzontali? Se Spalletti vorrà trovare un antidoto a questa crisi non si limiti a recuperare gli infortunati Perisic e Icardi, ma ridia vitalità e fiducia al suo centrocampo, a partire da Vecino.