Luciano Spalletti, allenatore dell'Inter, presenta in conferenza stampa il match contro la Juventus, in programma all'Allianz Stadium domani sera alle 20.30. Ecco le parole del tecnico nerazzurro:

Più curiosità per il livello raggiunto o più certezze?
Mi porto dietro più certezze perché la squadra cresce e va a caricarci qualcosa di più completo nell'atteggiamento. Ultimamente abbiamo fatto buone partite. Manca ancora qualche attenzioni in momenti particolari, ma siamo un'ottima squadra sia come nomi che come modo di interpretare la partita. 

Quanto si gioca la squadra tra domani e martedì?
Non sono momenti da mettere insieme. L'inter si gioca molto in tutta la stagione, ma dobbiamo fare molta strada, passo dopo passo in maniera corretta. Se tu fai il primo passo bene viene bene anche quello successivo. È l'addizione tra questi passi a farci capire cosa siamo. Dobbiamo essere bravi a capire che chi è davanti non è così bravo da interferire con la nostra squadra.

Si gioca solo per il secondo posto?
Non è finita quando perdi una partita, perdi di fiducia, perdi un'occasione. È finita quando non ci riprovi e non sei convinto che la forza che hai porti a un obiettivo ben preciso, e noi siamo convinti di questo. C'è una distanza importante, diventa difficile andarli a prende, ma la bella notizia è che possiamo accorciare e dipende da noi.

Sul confronto con la partita dello scorso anno?
La Juventus è una squadra che tutti gli anni va a tentare di mettere dentro calciatori che possono fare la differenza rispetto all'anno prima. Tre anni fa, quando ero a Roma, ci hanno preso Pjanic. L'anno scorso avevamo uno dei terzini più forte del campionato, Cancelo, e ce lo hanno preso. Hanno preso Higuain dal Napoli. Sono dettagli importanti per una crescita verticale. Quest'anno hanno preso Cristiano Ronaldo: la mentalità che porta lui dentro lo spogliatoio è incolmabile. Questa è la differenza. Noi abbiamo fatto il nostro percorso. Loro sono dentro un modo professionistico di fare che è giusto e infatti sono avanti. Dobbiamo giocare queste partite con personalità e carattere. Quello che è visto nelle ultime partite è un segnale importante: se facciamo bene quello che sappiamo fare tutti possono soffrire, al di là dell'avversario.

Sugli infortuni?
Nainggolan e Dalbert restano fuori. Sono migliorati negli esami di ieri, ma non ce la fanno. 

Sul 'tifo' delle altre per riaprire il campionato?
Non mi fa effetto e non ci dà nessun beneficio. Mi fa effetto il sentimento e il desiderio dei nostri tifosi e ce lo porteremo in campo.
Come si ferma Ronaldo?
La Juventus non è solo Cristiano Ronaldo. C'è anche GC3, Giorgio Chiellini, un giocatore fenomenale. Basta vedere i suoi 5 minuti contro la Spal. Non fa reparto, lui è reparto. È un calciatore di una mentalità e di una forza importante. La Juve ne ha tanti come lui, come ce li abbiamo noi. È il collettivo che ti può salvare sempre. Quando sei dipendente da un calciatore, può capitare che quel giocatore non la giochi, mentre è importante l'atteggiamento di squadra e noi siamo una squadra forte.

Cosa si aspetta?
Questo è un banco di prova per capire se sei pronto. È il vero collaudo per essere nelle condizioni di viaggiare forte e andare a fare risultati contro chiunque. Hanno personalità, hanno forza. Mi sono dimenticato prima di parlare di Pjanic, che è uno di quelli che mette in moto il meccanismo della squadra. Di conseguenza bisogna reggere il confronto e direzionare il gioco della partita senza pensare quella che sarà la loro mossa e limitare il loro comportamento. 

L'Inter è l'anti-Juve in prospettiva?
Il Napoli l'anno scorso ci è andato vicino. Sono mancati un paio di risultati. Quest'anno loro hanno fatto ulteriori passi in avanti e il campionato si è livellato tra quelle che cercano di prendere la Juve. Ma nonostante questo prima c'era meno distanza, ma la differenza era più evidente.

Cosa ha l'Inter in più rispetto alla Juve?
Essere squadra per 90 minuti può mettere in difficoltà la Juventus. Pressare 90 minuti e togliere gli spazi per pensare alle giocate può essere la chiave. Loro hanno vinto anche soffrendo. La portano dove vogliono, avendo sempre il loro comportamento. Lo dice anche Allegri, in questo c'è tutta la sua gestione. È la qualità e la fantasia del calciatore a portare il vantaggio. Dobbiamo essere bravi a giocare con personalità e tenere sotto controllo gli specchietti retrovisori.

Sulle critiche a Marotta di alcuni tifosi nerazzurri?
Tempo fa ascoltai una frase a Inter Campus: 'Siamo fratelli del mondo' che sta nell'Atto Costitutivo nerazzurro. Marotta è uno di quelli che è già proiettato nella sua nuova esperienza. Sa guardare in maniera profonda.

Sul centrocampo e le scelte di Roma?
Cerchi di aggiungere possesso e qualità nella circolazione della palla. Ci metti tutto quello che è possibile per raggiungere la vittoria. A Roma abbiamo giocato nel modo giusto nonostante siano mancati i tre punti.