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La storia in realtà non si ripete quasi mai, però stavolta forse. Nella stagione dello Scudetto l’Inter di Conte svoltò a Reggio Emilia con una prestazione solida, umile, l’ atteggiamento mutato rispetto a un avvio di stagione assai più pretenzioso dal punto di vista del gioco. Era la nona giornata. Questo sabato i nerazzurri tornano al Mapei Stadium e si passa ancora da lì, è sempre la nona giornata quella buona per svoltare. Starà ai ragazzi di Inzaghi trasformare una coincidenza in un segno. Ma in che modo? Recuperando il passato contiano, sulla scia della prestazione ‘umile’ contro il Barcellona in Champions, o provando a insistere sui temi tipici di Inzaghi, per ritrovare e riscoprire, dopo questa botta di fiducia, il gioco brillante visto lo scorso anno? Insomma, l’Inter ha giocato così solo perché di fronte aveva il Barcellona, o ha deciso di mutar pelle anche in campionato?

28 NOVEMBRE 2020: LA SVOLTA SCUDETTO - L’Inter di allora aveva perso il derby nelle prime giornate, aveva fatto qualche pareggio di troppo, ma non c’era stata una vera e propria crisi, neanche uno scivolone. Anzi, forse era stato soprattutto il doppio confronto col Real Madrid in Champions a far cambiare idea a Conte. Dopo quel 2 a 0 netto al Meazza contro i blancos, l’Inter si presentò al Mapei Stadium chiusa e concentratissima. Difendava molto bassa e ripartiva in contropiede con la cattiveria divenuta poi proverbiale. L’occasione della svolta arrivò proprio contro una formazione che, fatte le dovute proporzioni, approcciava strategicamente la partita come oggi fa il Barcellona di Xavi: il Sassuolo di De Zerbi.



L’ atteggiamento prudente, ‘reattivo’ scelto da Conte, fu un momento conoscitivo importante per il gruppo, che a Reggio Emilia, potremmo dire, conobbe se stesso. O quantomeno, il trucco per tornare a vincere il campionato.  


LA STRATEGIA CONTRO IL BARCELLONA - Inzaghi contro il Barcellona ha fatto quasi la stessa cosa. Al di là del possesso ceduto agli avversari e degli episodi ‘scandalosi’ a detta dei catalani, l’Inter è stata efficace e sul pezzo, come da un po’ non accadeva. Anche più pericolosa del Barcellona, se è per questo. C’è da capire se il tecnico nerazzurro è disposto a portare questo compromesso anche in Italia, e soprattutto contro le piccole (come spesso faceva Conte).



En passant, notate l’importanza delle uscite alte e coraggiose di Onana, che in questo contesto strategico diventano complementari alla difesa ‘bassa’ adottata. Certo, con qualche rischio…



IL PROBLEMA DELLE TRANSIZIONI - Se i gol subiti dall’Inter in campionato non fossero già 13 (il Monza, per dire, ne ha presi 14…), Inzaghi farebbe bene a insistere con le sue idee più ardite. È che quest’anno il gioco offensivo dei braccetti non sta pagando, se facciamo un’analisi costi-benefici. Bastoni al momento non lo regge. Dimarco? Poi in fascia manca la qualità, non c’è più Perisic… Insomma, quella che era stata una delle novità principali di Inzaghi, in campionato sta generando molti problemi. C’è una scena tipica che si ripete: la transizione 3 vs 2.


Ve ne cito due per capirci, questa immagine qui sopra contro la Lazio e questa qui sotto contro l’Udinese (vedete che uno dei due braccetti è sempre sopra la linea della palla?). Chi segue l’Inter sistematicamente, ve lo garantisco, potrebbe aprirvi l’ archivio…



LA SOLUZIONE CONTRO IL BARCELLONA - Ebbene contro il Barcellona Inzaghi ha bloccato i braccetti, prevenendo in questo modo il problema dell’inferiorità numerica a cui si esponeva spesso nelle transizioni degli avversari in campionato. Lo ha fatto solo perché dall’altra parte c’era un tridente di questo genere? Può darsi, ma questo accorgimento potrebbe offrire nuove certezze alla sua Inter anche in Serie A, dove la squadra deve ancora dimostrare di essere uscita dalla crisi.



Osservate come in una delle poche (se non l’unica) ripartenze dei blaugrana, l’Inter sia riuscita a tamponare la situazione pericolosa, servendosi al momento opportuno del raddoppio del vertice basso Calhanoglu. 



Da questa preziosa palla recuperata, tra l’altro, è nata subito una contro-transizione nerazzurra che si è trasformata velocemente in gol (purtroppo per l’Inter annullato a causa fuorigioco millimetrico di Correa sul lancio di Dimarco). Quando si dice che le due fasi sono legate…