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Un’altra prestazione inconcludente, in linea con le altre pre Covid, quando il Barcellona si era già palesato, generando distrazione nella sua testa. Quanto basta per alterare gli equilibri suoi e dell’Inter, che nel frattempo cerca di tutelare quello che ad oggi è l’asset più cospicuo della società. Ma Lautaro non risponde, il “Toro”, che ci aveva abituato a tutt’altro piglio, non si batte, è spaesato. 

VANA INSISTENZA - Un bel problema per l’Inter. Perché se è vero che i nerazzurri hanno più volte chiarito il piacere di tenerlo e puntare su di lui qualora il Barcellona non si presentasse con la giusta offerta, è altrettanto vero che insistere con Lautaro potrebbe anche risultare controproducente. Specie se, come ieri, ne fa le spese Sanchez, costretto in panchina nonostante le ottime condizioni fisiche e mentali.  
CONFRONTO INUTILE - Conte ha da tempo fiutato il pericolo. Filtra che proprio in settimana il tecnico salentino abbia tenuto un colloqui con il centravanti argentino. Un confronto sereno che aveva lasciato tranquillo anche l’allenatore. Non è bastato, vai a capire perché. È una partita sbagliata o effettivamente il richiamo del Barcellona pesa nelle gambe e nella testa del calciatore? Contro Lazio e Juve, le due partite prima dello stop, le cose non erano andate diversamente e anche lì il dubbio è inesorabilmente sorto. 

GESTIONE COMPLESSA - Un dubbio che l’Inter vorrebbe circumnavigare ma di fatto Marotta si trova una patata bollente tra le mani. L’esperienza non manca all’amministratore delegato nerazzurro, ma la gestione del caso Lautaro richiede sangue freddo e massima concentrazione. L’Inter si ritrova a combattere contro le offerte economiche del Barcellona e contro la volontà di un calciatore che sembra già vedersi altrove.