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In viaggio verso la Champions. Negli occhi della Lazio, alle sei del pomeriggio, si legge il sogno di firmare un’impresa. Battere l’Inter a San Siro, agganciarla al terzo posto per respingere l’assalto dell’Udinese. Questo è il piano di Reja. Una speranza, la voglia di provarci. Lo confessa anche Tommaso Rocchi ad Antonio Rossi, campione olimpico di canoa, seduto in prima fila sul volo AZ 2050 diretto a Linate. S’erano conosciuti a Pechino nell’estate 2008, quando il capitano della Lazio giocava con la Nazionale olimpica. Si salutano, Rossi chiede come va, da uomo di sport niente auguri, ma la classica frase «in bocca al lupo» che non ci fosse il derby di mezzo suonerebbe in modo diverso. La Roma è lontana, ma ci sono altre squadre da mettere dietro e il numero 9 biancoceleste, che oggi ritroverà un posto in panchina dopo quattro mesi di stop per un infortunio al ginocchio, ricorda il calendario durissimo delle prossime settimane.

ESODO - C’è un’atmosfera da giorno speciale, l’attesa dell’evento si percepisce, perché i giocatori, appena scesi dal pullman, entrano al terminal B di Fiumicino e raggiungono in silenzio il gate 3, dove sono attesi per l’imbarco. Lichtsteiner ed Hernanes sono i primi ad arrivare. Un ragazzo vede il Profeta e gli si avvicina. «Mi raccomando eh, domani anch’io sarò allo stadio» il suo avvertimento. Bastasse questo, diventerebbe più facile vincere. Il brasiliano sorride, ma si capisce quanto la Lazio stia avvertendo la tensione del momento e non voglia tradire le aspettative dei suoi tifosi, che popoleranno San Siro. Quasi tremila biglietti venduti. Tutti a Milano, come si cantava una volta. Cancellate le limitazioni imposte dall’Osservatorio, un’eccezione favorita dal gemellaggio tra le due tifoserie, questa trasferta s’è trasformata in un esodo per il popolo biancoceleste.

EMOZIONE - Muslera e Ledesma, al solito inseparabili, si siedono in posizione più defilata. Biava, Mauri e Floccari scelgono il bar. Zarate chiacchera con l’osteopata Giuseppe Ruggero. C’è anche Tare: il ds albanese, da qualche mese, ha ripreso a viaggiare con la Lazio, scortata come sempre dal team manager Manzini, che tiene i documenti di Hernanes e Gonzalez, ancora sprovvisti del cartellino della Lega. Il Profeta sale a bordo dell’aereo con il computer acceso e l’auricolare, chiudono la fila i due ragazzi chiamati per completare la lista dei 20 convocati, ovvero il terzo portiere Alessandro Berardi e Luca Crescenzi, stopper strappato alla Primavera dopo il ko di Stendardo. Negli occhi del ragazzo cresciuto a Piazza Bologna, classe ‘ 92, si legge l’emozione dell’esordio con la prima squadra. Forse andrà in tribuna, chissà che Reja non decida di portarlo in panchina, non avendo centrali a disposizione.

INVITO - In caso di emergenza, ci sarebbe il fidatissimo Lionel Scaloni, vecchia colonna del SuperDepo. L’aereo lo spaventa molto più dell’Inter, conserva un brutto ricordo del viaggio di ritorno da Cagliari, così alla hostess chiede che tempo fa a Milano. Viene rassicurato e si tranquillizza, sigla anche una scommessa con Floccari. Smette di sorridere solo quando, nella fase di discesa, si balla per qualche turbolenza provocata dalle nuvole. Reja è davanti a tutti, concentratissimo, solito posto- finestrino con il preparatore Febbrari e il vice Lopez al suo fianco. Atterraggio morbido, c’è il pullman della Lazio ad attendere la squadra a Linate. Flash, autografi, due brasiliani fermano Hernanes. Quando sfila Brocchi, l’ex milanista, si sente un applauso e l’invito. La signora di fede rossonera non esita: «Stracciate l’Inter» . Il viaggio è concluso. Palla al centro.