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Roma-Inter, le pagelle

ROMA

Rui Patricio 4,5:
Un gol da calcio d’angolo è uno smacco che pesa nelle partitelle in cortile figuriamoci in questi scenari. Nulla può su Dzeko, poi rischia di beccarne un altro da corner prima di salvare col manone di nuovo su Edin.

Mancini 5: Correa gioca allo schiaffo del soldato senza farsi mai beccare. Il capitano di giornata cerca di corrergli dietro ma finisce sempre per fare la figura del pollo

Smalling 5,5: Conosce bene Dzeko, ma è vero anche l’inverso. E a parità di conoscenze vince sempre il più forte. Il bosniaco lo coglie impreparato in più di una situazione, tra cui quella del gol che condanna i giallorossi già dopo 20 minuti

Kumbulla 4,5: Paradossale dirlo ma è quello che può uscire dall’interrogatorio a lampada in faccia con meno capi di imputazione precisi. Il problema è il senso di incertezza generale

Vina 4,5: Prepotenza tanta, coraggio pure. Lucidità poca, a volte niente. Vedi il gol di Dumfries sul quale si fa beffare come un ragazzino ma vedi pure quando prova ad avvicinarsi all’area avversaria

Cristante 4,5: Partecipa all’orrore sul calcio d’angolo letale e diventa un immaginario pungiball di Barella e Brozovic

Mkhitaryan 5,5: In partite dai ritmi bassi può dare sfoggio di uno stile impeccabile. Quando però il livello della chiacchierata aumenta si trova in affanno. Almeno ci prova un paio di volte

Veretout 5:  Parte col bavero alzato come non accadeva da un po’ ma regala l’angolo dal quale nasce il gol interista. E da quel momento in poi diventa pure lui un facile bersaglio della manovra nerazzurra. (92' Volpato sv)

Ibanez 4,5:  A Roger viene chiesto di fare l’esterno nello schieramento a cinque.  Cosa ne esce? Una sofferenza totale con tanto di giallo a metà del primo tempo. Perisic lo grazia nella ripresa

Zaniolo 4,5: Urge tutela ma pure maggiore attenzione vedi il posizionamento su angolo di Calhanoglu e il giallo che costa una squalifica. Il resto è tanto fumo e niente arrosto a parte il tiro sull’esterno nel finale.

Shomurodov 4,5: Tanta inesperienza contro una coppia di corazziere come quella formata da Skriniar e Bastoni. Si sbatte e si prodiga ma la voce tiri in porta riporta ancora uno zero spaccato.

Mourinho 4: Poca grinta, tanti errori e molta paura di non riuscire ad arrivare nemmeno in Europa League. L’alibi delle assenze non bastano. Settima sconfitta in 15 partite e un senso di inferiorità pazzesco.

(Francesco Balzani)

INTER

Handanovic 6:
Vive una serata tranquilla, ravvivata da qualche uscita puntuale.
Skriniar 7: Rientra Bastoni ma lui resta lì in mezzo, nel cuore della difesa, e anche contro la Roma arriva una grande prestazione. Due indizi fanno una prova.

Bastoni 8: Se l’Inter fosse il famoso videogioco, Commandos, lui sarebbe il geniere. Quello che piazza ordigni per far crollare le difese avversarie, con giocate di fino, intellettualmente e tecnicamente. Lo trovi in area a fare sponda a Calhanoglu per il 2-0 di Dzeko ed è l’uomo assist per la rete di Dumfries, con un cross alla Cafu.

(Dal 31’ s.t. Dimarco: s.v.)

D’Ambrosio 6,5: Qualche imprecisione palla al piede, per il resto è solido e concreto anche contro avversari più forti dal punto di vista fisico.

Dumfries 7: Contro lo Spezia erano arrivati i primi, incoraggianti, segnali di ripresa. Conferma tutto a Roma, con una gara perfetta. Si immola su Vina e salva un gol fatto, due minuti dopo, nell’area opposta, anticipa ancora il malcapitato Vina e spinge in rete il fantastico assist di Bastoni per il definitivo 3-0.

Barella 6,5: Dopo averlo spremuto per ovvie esigenze, Inzaghi inizia a farlo rifiatare appena può. Tecnicamente pulito e tatticamente ordinato.

(Dal 14’ s.t. Vidal 6: Martella con buon piglio in mezzo al campo, un po’ troppo lezioso in area giallorossa).

Brozovic 7: Se il pallone è un prezioso da gestire e proteggere, lui è il perfetto tesoriere. Non perde mai la calma e in mezzo al campo domina quasi con arroganza.

Calhanoglu 7,5: Prosegue il periodo d’oro per il turco, che fa gol e assist anche quando esce di casa per andare al ristorante. Qualità e cattiveria agonistica, ma soprattutto continuità, quella che gli contestavano sull'altra sponda del naviglio. Segna da calcio d’angolo, ad evidenziare il momento, se qualcuno non si fosse accorto.

(Dal 38’s.t. Sensi: s.v.)

Perisic 6,5: Perfettamente calato nel ruolo, sa quando spingere e quando pazientare. Guida per i compagni e che feeling con Bastoni.

Correa 6: Qualità tecniche che fanno esaltare e lacune mentali che fanno arrabbiare. Poca propensione al sacrificio. Esce per infortunio dopo una partita luci ed ombre.

(Dal 14’ s.t. Sanchez 6: Ha voglia di dimostrare e dà importanza a ogni pallone. Non gliene capitano molti, anche perché sullo 0-3 l’Inter inizia a gestire).

Dzeko 7: È la sua notte e Inzaghi lo manda in campo dall’inizio. Il ritmo e il pressing sono da rivedere, ma continua a far gol pesanti e questo non è un dettaglio da sottovalutare.

(Dal 31’ s.t. Vecino: s.v.)

Inzaghi 8: Domina in lungo e in largo su un campo mai semplice per l’Inter.

(Pasquale Guarro)