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Hakan Calhanoglu a parte il mercato in entrata dell'Inter non si può definire animato, anzi al contrario, se non ci fosse stato il problema al cuore di Christian Eriksen probabilmente alla Pinetina non ci sarebbero state ancora facce nuove se non quella di Simone Inzaghi. Il neo allenatore nerazzurro fin dall'inizio si è detto al fianco della società e ha sposato il progetto presentatogli da Ausilio e Marotta conscio delle difficoltà economiche che sta attraversando il club. Ha anche accettato la cessione, seppur dolorosa di Hakimi, ma ha chiesto in cambio che, senza strafare e senza spendere cifre importanti, tre innesti venissero inseriti in rosa per coprire altrettanti buchi d'organico.
TRE RICHIESTE DA ESAUDIRE - La prima è ovviamente quella relativa al sostituto di Achraf Hakimi per cui Inzaghi ha chiesto caratteristiche ben precise: gran fisico e importante capacità di corsa. Non è un caso, infatti, che il suo preferito fra i nomi proposti all'Inter sia Denzel Dumfries del PSV. La seconda è una quarta punta di maggior peso ed affidabilità rispetto ad Andrea Pinamonti, che non reputa inadatto, ma ancora lontano dal poter essere il vice-Lukaku. In sostanza una quarta punta d'area di rigore alla Caicedo. La terza e ultima guarda alla corsia mancina dove è vero che al posto di Young è tornato Dimarco, ma in cui il futuro di Perisic resta una grossa incognita sia tattica che di bilancio. Quanto il croato sarà disposto a sacrificarsi come fatto con Conte? La sua partenza entro fine mercato non è esclusa, ma a prescindere da cio Inzaghi vorrebbe un titolare di primo piano e, possibilmente, di piede mancino. Un laterale alla Alex Telles che però il Manchester United non vuole liberare in prestito. Tre richieste ancora da esaudire. L'Inter di Inzaghi è ancora un cantiere aperto.