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Quel boato al 17’ del secondo tempo non lo dimenticherà mai per tutta la vita. Il saluto di San Siro al suo ingresso in campo, un grido di speranza, quella che il popolo nerazzurro ripone in questo gioiellino cresciuto nel settore giovanile e arrivato al grande calcio. Sebastiano Esposito non ha tremato, il ragazzo di Castellammare di Stabia si è caricato e ha immediatamente iniziato a giocare il suo calcio. Pressing, fallo guadagnato a centrocampo e poi subito una magia: scatto a ricevere un lungo lancio dalla corsia opposta e stop delicatissimo a mettere a terra il pallone per puntare l’avversario e provare l'elastico alla Ronaldinho. In tribuna c’è chi si guarda estasiato, chi si dà di gomito e fa faccine: «Ma come gioca questo?». Bene, gioca bene. Anzi, benissimo. Se ne accorge anche Hummels, quando con arroganza gli concede qualche metro che risulta fatale. Perché il 2002 scappa, prende metri, arriva in porta e costringe il difensore al rigore. Altro boato. Che serata.

LE PAROLE DI CONTE - “Esposito? L’ho detto in conferenza e anche nello spogliatoio. Sarei stato un folle a farlo entrare se non mi fossi fidato, invece io mi fido molto di lui. Sa che deve volare basso e tenere i piedi per terra. Mi dispiace non averlo mandato al Mondiale, ma è un titolare a tutti gli effetti. Adesso deve continuare così”. Parole dolci per un duro come Conte, (Esposito è il più giovane esordiente dell'Inter in Champions, a 17 anni e 113 giorni. È record.) che evidentemente ha già avuto modo di testare le qualità del ragazzo in allenamento. E lo stesso parere è quello dei senatori della squadra, che proprio pochi giorni fa, con parole di stima, lo hanno fatto sentire parte integrante dello spogliatoio. È accaduto quando ha appreso che avrebbe saltato il Mondiale. Ma il pizzico di amarezza è stato subito spazzato via dalle parole dei compagni e di Conte.

CONCORRENZA PER LUKAKU - Più grigia, invece, la serata di Romelu Lukaku, che quando non segna risulta sempre poco utile alla squadra. Troppi appoggi imprecisi, stop sbagliati e movimenti appena accennati. Il gigante belga non morde, sbraccia e chiede palla, lo fa con insistenza, ma col fisico non sempre riesce a gestire. Anzi, quasi mai in verità. Deve aspettare di meno, prendere maggiori iniziative. A volte appare spento, quasi disinteressato. Poi da un momento all’altro quel corpo e quei muscoli possono sprigionare un’energia incredibile, ma l’Inter non può restare in stand by e aspettare le sue giocate estemporanee. Lukaku deve ritrovare vigore e la concorrenza del giovane e frizzante Esposito non può che fargli bene.