155

L'amministratore delegato, Beppe Marotta, e il tecnico, Antonio Conte, hanno dato il via alla stagione dell'Inter con la conferenza stampa che li ha visti entrambi protagonisti. 

Marotta: “Buongiorno a tutti, ringrazio tutti voi per la partecipazione a questo incontro che sancisce l’inizio della nostra stagione, che definirei anomala. Ringrazio i medici perché è grazie a loro se possiamo essere qui e iniziare. Prendo spunto anche per ringraziare calciatori e area tecnica perché c’è stata una compressione degli impegni e il clima era difficile. Il calcio può essere l’elemento che dispensa leggerezza, ciò che ci vuole in questo momento. L’auspicio è che anche l’Inter possa regalare emozioni importanti a tutti noi”.

Come sta la squadra e quale sarà l’obiettivo di questa stagione?
Conte: “Abbiamo sicuramente lavorato molto bene e sono soddisfatto per queste tre settimane avute prima dell'inizio della nuova stagione. Non dimentichiamo che siamo stati tra gli ultimi a finire. Sono soddisfatto dell’attitudine e della voglia che hanno dimostrato i calciatori. Sarà un campionato difficile per tanti aspetti, per come abbiamo finito l’anno scorso e per come stiamo iniziando. Speriamo le cose migliorino. La nostra ambizione deve essere quella di confermare quella credibilità che ci siamo guadagnati lo scorso anno, in campo nazionale e internazionale. Confermiamo la credibilità ritrovata e cerchiamo di fare del nostro meglio”.

Possibile fare un bilancio sulla campagna acquisti dell’Inter?
M: “Posso dire che il compito della società è quello di allestire la squadra più forte possibile in base ai vincoli finanziari. La pandemia ha creato grandi problematiche e le società di calcio, tutte, riservano particolare attenzione su costi e ricavi. Tutti abbiamo avuto minori introiti per contenziosi con broadcaster e per gli stadi chiusi. Dobbiamo agire in modo oculato e cogliere opportunità, c’è stato un attimo di rallentamento nell’ambito della campagna di rafforzamento rispetto allo scorso anno. Ci sono costi invariati e sono diminuiti i ricavi”.

Con gli arrivi di Kolarov, Vidal e Hakimi si accorcia il gap con la Juve e si acquisisce esperienza?
C: “Vidal e Kolarov portano esperienza, Hakimi è un ventunenne che ha intrapreso una carriera importante. In totale accordo con il club abbiamo valutato e scelto una strategia, sempre tenendo conto di quello che ha detto la proprietà e quindi della situazione che tutti i club stanno attraversando. Lavoriamo in totale serenità e in totale sintonia”.

Sono state superate le incomprensioni del passato?
C: “Non parlerei in incomprensioni ma di confronti. A volte ci sono anche vedute diverse ma in tutte le buone famiglie è giusto che ognuno esponga le proprie ragioni. I confronti sono stati sempre molto onesti e leali con chi lavora per il club e da parte mia c’è grande voglia e serenità nel fare ciò che so fare meglio, cioè lavorare con i calciatori”.

Quanto questa Inter è vicina alle tue idee dentro e fuori dal campo?
C: “Abbiamo iniziato un percorso lo scorso anno ed è normale migliorare in corso d’opera. Da parte di tutti noi c’è la volontà di cercare di migliorarci in tutti i settori. Se ci si trova tra persone intelligenti e accomunate dall’obiettivo di fare il bene dell’Inter, si trova sempre una soluzione. Sono contento perché proseguiamo un percorso iniziato lo scorso anno insieme e rimaniamo insieme”.

Eriksen può diventare un valore aggiunto per la sua Inter?
C: “Tutti quelli che sono qui rappresentano un valore aggiunto per me e per l’Inter, da Eriksen a Pirola, che è il più giovane. Sono contento di avere questo tipo di calciatori perché sono tutti professionali e sono anche ottimi ragazzi. Sanno che l’annata sarà difficile e tutti sono pronti a diventare un valore aggiunto”.

Vidal sarà disponibile già domani?
C: “Sta bene, si è presentato in buone condizioni fisiche e tatticamente è un ragazzo che ha già giocato con me, anche se al tempo stesso stiamo facendo cose nuove rispetto al passato. Ha grande mentalità e nel nostro centrocampo può fare sia il centrale che il trequartista o l’interno se dovessimo giocare col vertice basso. È un calciatore che può giocare in tutti i ruoli e siamo felici di averlo con noi”.

Marotta ha parlato di rallentamento nella crescita, adesso qual è l’obiettivo?
M: “L’anno scorso è stato svolto un lavoro straordinario e gran parte del merito è di Conte, ma questo lo sapevamo perché lo conosciamo e sappiamo quanto riesca ad imprimere la sua cultura del lavoro. C’è stata una crescita all’interno di tutta l’area tecnica e il progetto di credibilità che ha portato avanti ci trova tutti allineati. Con questi presupposti, al di là del valore oggettivo della squadra, possiamo avvicinarci maggiormente al nostro obiettivo. Noi dobbiamo sempre arrivare tra i primi quattro e poi partecipare con decoro alla Champions e alle altre competizioni”.

Di quanto è cresciuto quell’1% di possibilità di vincere dello scorso anno?
C: “Fare pronostici e dare percentuali è sempre difficile. L’anno scorso siamo stati protagonisti fino alla fine in tutte le competizioni , poi alla fine vince una sola squadra ma questo non deve oscurare il nostro percorso. Spesso e volentieri penso anche che sono molto severo con me stesso e non riesco a godermi il percorso fatto, l’anno scorso andava fatto, ma quando senti la possibilità di vincere provi a fare di tutti per riuscirci. Dobbiamo e forse anche, devo, imparare a godermi il percorso”.

Dall’incontro di Villa Bellini emerge che non c’è l’obbligo di vincere, ma l’Inter è attrezzata per farlo o Kante potrebbe cambiare le carte in tavola?
C: “Sinceramente penso che nessuna squadra abbia l’obbligo di vittoria, anche perché nessun allenatore può assicurare al proprio club il 100% di riuscire a vincere. Noi abbiamo l’obbligo di essere protagonisti fino alla fine, poi a volte anche la fortuna ti porta a vincere o non vincere qualcosa e il riferimento va anche alla finale di EL, quando Romelu non ha fatto gol e poi siamo stati sconfitti con un autogol. Quando arrivi lì serve anche un pizzico di fortuna”.

Avete imparato a gestire meglio le incomprensioni?
M: “Il mister ha ripetuto più volte il termine credibilità, un concetto che si riassume anche in serietà e all’Inter questa non è mai venuta meno. I vari confronti sono sempre avvenuti col fine di migliorarci e io auspico e spero che questi confronti si possano ancora verificare perché significherebbe che c’è amore e voglia di crescere. Noi siamo sportivi e quindi abituati ai confronti, che poi hanno sempre generato risultati positivi. Mi meraviglierei di trovare un Conte diverso da quello che conosco e stimo io. Tra me e lui non c’è dualismo, lavoriamo insieme per l’Inter e per portare a casa risultati importanti. Ci saranno altri momenti di tensione, ma è normale, fa parte del gioco, altrimenti ci sarebbe un rilassamento che azzererebbe l’adrenalina necessaria per la crescita dell’Inter”-

Che partita si aspetta contro la Fiorentina? Hakimi può giocare tra i titolari?
C: “Affrontiamo una squadra forte che ha operato molto bene sul mercato. Hanno confermato un allenatore bravo e preparato, dovremo fare grande attenzione. Hakimi è un calciatore che ha delle potenzialità importanti, è inevitabile che ci voglia un po’ di tempo per entrare in determinati meccanismi, perché noi siamo una squadra organizzata. Deve lavorare, ma è un calciatore che ha già dimostrato le sue potenzialità e sarà importante lavorare sotto tutti gli aspetti con lui e con tutti i nuovi arrivati. Abbiamo tre partite in dieci giorni, alcune le giocherà, in altre entrerà dopo. Adesso non voglio dare vantaggi agli avversari”.

È cambiato qualcosa per Perisic e Nainggolan?
M: “L’anno scorso dovevamo dare linee guida e sia io che l’allenatore abbiamo spiegato le cose. Quest’anno le cose sono cambiate ed è normale che non ci siano casi eclatanti. Non ci troviamo come la scorsa stagioni, siamo di fronte a una rosa numerosa che deve ancora subire dinamiche del mercato. Può succedere che qualche calciatore ci chieda di andare e in linea di massima si cerca di accontentarlo. Ma adesso contano i concetti chiave”.

Cosa si aspetta da Pirlo?
C: “Quello che posso dire è che nutro grande affetto per Andrea, sia per il professionista che per l’uomo. Per il resto saremo avversari, ma vedere che alcuni miei calciatori diventano allenatori porta a pensare che per me il tempo stia passando”.

C’è una rosa numerosa rispetto all’anno scorso, c’è preoccupazione?
M: “L’anno scorso il mister si girava verso la panchina e non c’erano più centrocampisti. La compressione degli eventi porta anche a questo. La rosa deve essere numerosa, soprattutto in considerazione che i cambi sono cinque”.

Lo scorso anno abbiamo avuto modo di capire, da una sua conferenza stampa, che l’esperimento di Perisic a tutta fascia non andasse benissimo. È cambiato qualcosa?
C: “Sono contento per Ivan perché ha fatto una grandissima esperienza col Bayern, adesso è tornato con grande voglia di giocare per l’Inter. Si è messo al nostro servizio e sono felice di vedere questa voglia da parte sua. Quando c’è questo entusiasmo tutto diventa più semplice

L’anno scorso ha evidenziato quanti sforzi ha dovuto fare per avere Lukaku, farà altrettanto quest’anno per avere Kante?
“Sono cambiati i tempi e sono cambiate tante cose. Ai tempi Romelu era importante non solo per me ma anche per Marotta e Ausilio. Alla fine abbiamo convinto il presidente e abbiamo avuto ragione. Operazioni come quella danno credibilità anche a noi agli occhi del presidente. Di mercato ha parlato il direttore, conosciamo la strategia e cosa ci è stato detto la proprietà. Siamo uniti e abbiamo sposato questo progetto. Quando si è chiari e si espongono le cose con verità, non si può far altro che trovare giovamento. Sappiamo per filo e per segno qual è la situazione e questo ci spinge ad essere coesi nel tentativo di fare il bene dell’Inter”.

Prima ha parlato della necessità di avere una rosa lunga a centrocampo. Il discorso va allargato anche alla difesa?
M: “Abbiamo sottolineato che tutto avviene con unità di intenti tra me, Ausilio e il mister. Parliamo di concetti generali per prevenire inconvenienti di percorso”.