Dalla Juve all'Inter, per la prima volta a stagione in corso. Dopo due allenatori (Trapattoni e Lippi) e undici calciatori (da Anastasi ad Asamoah passando per i vari Tardelli, Serena, Dino Baggio, Schillaci, De Agostini, Peruzzi, Carini, Ibrahimovic e Vieira), Marotta è il primo dirigente a passare direttamente da Torino a Milano. 

MAROTTA NON E' MOGGI - Prima che scoppiasse lo scandalo Calciopoli, Massimo Moratti aveva pensato a Luciano Moggi, ma (per fortuna) la trattativa non è andata in porto. Oltre alla lettera iniziale del cognome, Marotta con Moggi ha in comune soltanto il fatto di aver vinto ricoprendo il doppio incarico di amministratore delegato e direttore generale alla Juventus. Con stili totalmente differenti. 
NO ALLE CLAUSOLE - In attesa dell'annuncio ufficiale, sarà interessante vedere come si comporterà su uno dei temi chiave del calciomercato: le clausole di rescissione. Marotta si è sempre detto contrario: "Il valore di un giocatore è dato nel momento della sua cessione - disse in un'intervista rilasciata un anno e mezzo fa -. Se avessi messo una clausola su Pogba tre anni prima di cederlo, avrei detto: 60 milioni di euro vanno bene. Invece lo abbiamo venduto a 110 milioni. La clausola è una follia, non la metterò mai su un giocatore. Non è un vantaggio, ti mette nelle condizioni di debolezza". 

TRE CASI TOP - Nei contratti di Icardi, Lautaro Martinez e Brozovic sono presenti delle clausole rescissorie valide solo per l'esterno: da 110 milioni di euro per i due attaccanti argentini e da 60 milioni di euro per il centrocampista croato. Con l'arrivo di Marotta, l'Inter si metterà al lavoro per eliminarle dai rispettivi contratti? Sarebbe un primo passo verso l'obiettivo finale: riuscire nell'impresa di interrompere il dominio della Juventus dopo averla fatta rinascere dalle ceneri di Calciopoli.