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Quando è troppo è troppo! Capita che si faccia meno fatica a commentare la fantasia che la realtà e questa volta è una di quelle. Perché raramente si arriva ad immaginare che le arti marziali possano tornare utili su un campo di calcio; ma questo concetto vallo a spiegare a Felipe Melo, che con un folle gesto va a colpire Biglia con una tacchettata sulla spalla. Cartellino rosso. Il tutto pochi minuti dopo aver provocato un calcio di rigore a cinque minuti dal 90esimo.

"C'E' SEMPRE IL TENNIS" - Adesso diventa complicato dire che Melo, tutto sommato, non è un cattivone e che il calcio è uno sport di contatto fatto per uomini veri. “A chi non sta bene, andasse a giocare a tennis”, aveva ricordato il brasiliano, che stasera però ha un tantino esagerato. Perché va bene il contatto, ma quando avviene tra corpi e non tra quest’ultimo ed i tacchetti. A quel punto cambia tutto il concetto.

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO - L’ex Fiorentina e Juventus fa dell’agonismo il suo cavallo di battaglia, ma spesso perde il controllo, gli scappa il piede dalla frizione e la macchina scatta quel metro di troppo che a volte ti fa tamponare. Il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma Melo è un lupo di 32 anni, con esperienza europea alle spalle e risulta inconcepibile giustificare alcuni gesti che puoi invece attenderti da un ragazzo alle prime armi. Probabilmente è genetica, indole. Non la cancelli.

SERATA NO - Mancini poteva e doveva capirlo prima: non era serata, lo si era intuito fin da subito. L’Inter perde una gara fondamentale, si ritrova la Juventus con il fiato sul collo e non avrà la possibilità - causa sosta - di rifarsi immediatamente. Tutta colpa di Melo? Ovviamente no, ma questa sera il brasiliano ha una bella dose di responsabilità sulla coscienza e nessuno si spaventi se adesso gli arbitri inizieranno nuovamente a guardarlo con diffidenza. Anche lui ci mette del suo...

Pasquale Guarro
@ngoppejammeja