Piuttosto che niente è meglio piuttosto? No, grazie! L'Inter punta sempre più in alto e non ha bisogno di tornare sul mercato tanto per comprare. Soprattutto a gennaio, quando è ancora più difficile riuscire a prendere calciatori all'altezza della maglia nerazzurra. Ieri il ds Ausilio è stato chiaro, parlando di "qualità". 

Il 7 bello calato la scorsa estate (de Vrij, Asamoah, Nainggolan, Lautaro Martinez, Politano, Vrsaljko e Keita) è servito ad alleggerire i rimpianti per i mancati riscatti di Cancelo e Rafinha. Due elementi di indiscussa qualità, una dote che serve ancora a Spalletti in particolare a centrocampo. Reparto rinforzato a stagione in corso spesso e volentieri negli ultimi inverni: basti pensare agli arrivi dei vari Guarin, Kovacic, Hernanes, Brozovic, Gagliardini e Rafinha. Tutti elementi che, almeno inizialmente, sono riusciti a dare una scossa alla squadra. 
La storia può ripetersi, specialmente se l'Inter dovesse riuscire nell'impresa di superare il girone più duro della Champions League. In tal caso Spalletti e i tifosi nerazzurri si meriterebbero un regalo da Suning. Ma soltanto prime scelte come Modric, Barella o Rafinha, giusto per fare dei nomi non a caso. Senza scelte di ripiego: meno male che lo scorso gennaio non arrivò Ramires, che finora ha giocato una sola partita in tutto il 2018 in Cina con lo Jiangsu. Senza dimenticare un altro brasiliano: Gabigol, preso dopo essersi fatti soffiare Gabriel Jesus dal Manchester City di Guardiola e ora tornato al Santos in prestito. Che scade a fine dicembre...