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Ibrahimovic-Lukaku 2-1. Il risultato finale del derby è questo, perché sono stati proprio i due grandi protagonisti attesi alla vigilia a firmare la sfida. Giusto così, perché mentre lo svedese ha sfruttato nel modo migliore le due occasioni a sua disposizione, il belga non è riuscito a segnare il gol del 2-2. E allora applausi al Milan, che non vinceva un derby dal 31 gennaio 2016, e adesso è da solo in testa alla classifica a punteggio pieno, allungando a 20 la serie di partite utili consecutive. Applausi al Milan e naturalmente a Ibra, mai così decisivo, ma applausi anche a Pioli che non aveva mai vinto un derby, sulle panchine di Lazio, Inter e Milan, mentre Conte perde il suo primo derby dopo averne vinti 6 su 6 tra Juventus e Inter. E’ difficile sapere dove arriverà questo sorprendente Milan, ma intanto alla prima prova difficile della stagione si è avuta la conferma dell’ottimo lavoro di Pioli, che ha impostato una partita perfetta, sfruttando la velocità delle ripartenze e l’affiatamento di una squadra che ormai gioca a memoria e per questo può fare ancora a meno del grande acquisto Tonali, entrato soltanto nel finale. Rovesciando il discorso, è grave la sconfitta dell’Inter che ha pagato i troppi errori in difesa, e la mancanza di fantasia in mezzo al campo, inutilmente cercata con il tardivo ingresso di Eriksen al posto di Brozovic. E’ vero che mancavano molti giocatori per il covid, ma Sensi era assente per squalifica e quindi per colpa sua, mentre Lautaro era presente anche se nessuno lo ha visto e così Lukaku è stato troppo solo, oltre che impreciso dopo il gol dell’1-2.
 
QUANTE OCCASIONI - Il primo tempo, chiuso con il Milan in vantaggio 2-1, è un concentrato di emozioni, ricco di occasioni da gol da una parte e dall’altra, che al di là dei meriti dei due goleador, Ibrahimovic e Lukaku, evidenzia i limiti delle rispettive difese. Troppi, infatti, sono gli spazi concessi a chi attacca, anche se le due squadre lo fanno in modo diverso. I rossoneri puntano sui lanci lunghi per Ibrahimovic, sfruttando soprattutto la velocità di Leao a sinistra, preferito a Castillejo, mentre i nerazzurri non rinunciano mai al palleggio in mezzo al campo con un gioco più ragionato. E così è interessante scoprire come nascono duelli quasi fissi, perché Vidal cerca di chiudere su Kessie, Brozovic prova a limitare gli spunti di Calhanoglu per la verità riuscendosi molto poco, mentre Barella fa soffrire Bennacer con le sue accelerazioni. Tra tanti confronti diretti, però, è quello tra Hakimi ed Hernandez quello più sbilanciato a favore dell’Inter, perché il marocchino è imprendibile nello scatto sulla destra e sempre pericoloso con i suoi cross.

NEL SEGNO DELL’11 - Il gol che sblocca lo 0-0 nasce da un segnale del destino, perché nel primo derby senza i grandi numeri 11 Corso e Prati, è il nuovo numero 11 dell’Inter, Kolarov che atterra il nuovo numero 11 del Milan, Ibrahimovic in area di rigore, guarda caso al minuto 11. Non c’è bisogno del Var per indicare il dischetto sul quale naturalmente va Ibra che si fa parare il tiro da Handanovic, ma è bravissimo a calciare in porta di sinistro la sua ribattuta. Passano soltanto tre minuti e Ibra raddoppia, stavolta di destro, girando al volo un perfetto cross da sinistra di Leao. E’ il giusto premio alla precisione e al carattere dello svedese che al rientro si dimostra subito in perfetta forma. Ma più in generale è il premio alla velocità del Milan, che in occasione del primo gol ha fatto ripartire subito l’azione con Calabria, mentre nel secondo è stato bravo Leao a correre senza cercare la triangolazione con altri compagni.

REAZIONE INTER - L’Inter paga l’assenza dei due difensori di ruolo Skriniar e Bastoni ai lati del centrale De Vrij, perché D’Ambrosio a destra e soprattutto Kolarov a sinistra confermano i loro limiti tattici. Ma in generale non bisogna sottovalutare il fatto che l’Inter in quattro partite ha già subito 8 gol, troppi per la squadra che nell’ultimo campionato ne ha incassati meno di tutti. In compenso i nerazzurri mostrano la rabbia del loro allenatore Conte e non si arrendono sullo 0-2 come non si arresero nell’ultimo derby quando poi vinsero addirittura 4-2. Senza fantasia in mezzo al campo, dove ci sono soltanto lottatori, i nerazzurri cercano gli sfondamenti sulle fasce laterali e così il gol che restituisce fiducia all’Inter nasce sulla sinistra. Kolarov, confermandosi più bravo ad attaccare che a difendere, serve Perisic che dal fondo crossa al centro, dove Donnarumma esce a vuoto e Lukaku, lasciato troppo solo da Romagnoli e Kjaer, non ha difficoltà a girare in rete il pallone dell’1-2. E’ il primo gol dell’Inter, ma anche il primo gol subito in campionato da Donnarumma.

FUORIGIOCO VAR - Il secondo tempo è senza gol, ma soltanto per caso, perché come nel primo ci sono occasioni da una parte e dall’altra, anche se le più clamorose sono quelle fallite dall’Inter. Hakimi, soprattutto, tanto bravo a correre e crossare manca subito la deviazione di testa su perfetto assist di Vidal. Forse spaventato dalla pressione dei nerazzurri, Pioli cambia le fasce inserendo Castillejo e Krunic al posto di Saelemaekers e Leao. Sembra una mossa rischiosa e allora Conte si decide a giocare la carta Eriksen, richiamando l’anonimo Brozovic, ma in assenza di Lautaro, che gira a vuoto, l’uomo più pericoloso è sempre Lukaku che si illude di poter battere il rigore del 2-2 per un’uscita scomposta di Donnarumma. Il Var, però, richiama l’arbitro Mariani, che al video si accorge di un fuorigioco di Lukaku e cancella la sua decisione. Il tempo per pareggiare c’è ancora, ma in pieno recupero Lukaku sfiora soltanto il gol del 2-2 e così la festa è soltanto del Milan.  


IL TABELLINO

Inter-Milan 1-2


Marcatori: 13’ (rig), 16 Ibrahimovic (M); 29’ Lukaku (I)

Assist: 16' Leao (M), 29’ Perisic (I)

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Kolarov; Hakimi, Vidal (dal 38’ s.t. Sanchez), Brozovic (dal 22’ s.t. Eriksen), Perisic; Barella; Lukaku, Lautaro.

Milan: Donnarumma; Calabria, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Kessié (dal 42’ s.t. Tonali), Bennacer; Saelemaekers (dal 17’ s.t. Castillejo), Calhanoglu, Leao (dal 17’ s.t. Krunic); Ibrahimovic.

Ammoniti: Kjaer (M), Kessié (M), Ibrahimovic (M), Brozovic (I), Vidal (I), Hakimi (I)

Espulsi:

Arbitro: Maurizio Mariani (della Sezione di Aprilia)