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I derby dopo la sosta portano male all'Inter. Questo è quanto scrive il Corriere dello Sport, che pubblica una statistica che sa di tabù per i nerazzurri. 

SOSTA PERICOLOSA PER I NEAZZURRI - L'Inter non ha un grande feeling col derby quando il campionato va in stand-by. La storia recente inchioda i nerazzurri, inciampati più volte alla ripresa di fronte al Milan: negli ultimi tre anni, la stracittadina allegava a sé anche un nuovo allenatore – Mancini nel 2014 e Pioli l'anno scorso – e altrettanti pareggi col fiatone. Ma il paradigma di un derby che dice male all'Inter porta indietro fino al 2011: duello serrato coi cugini per la vetta della classifica, l'allora squadra di Leonardo è in recupero per le titubanze di Ibrahimovic e soci. La pausa non giova al gruppo fin lì trascinato soprattutto da Samuel Eto'o: è proprio il camerunense a sbagliare un gol a porta spalancata. Il Milan è già avanti nel punteggio, alla fine vincerà 3-0 spegnendo i sogni di un'Inter fresca di Triplete. 
 
L'ECCEZIONE - Riavvolgendo il nastro si va al gennaio 2001, smaltita la pausa natalizia c'è un Milan favorito nella stracittadina ma sotto due volte, anche per una strana punizione-gol di Di Biagio: negli istanti finali pareggia Bierhoff. Passano quasi due anni, novembre 2002, ed ecco che l'Argentina spolpa l'Inter di tre uomini-chiave come Zanetti, Almeyda e Crespo nella settimana del derby: al sabato sera, Cuper concede spazio solo al capitano nel secondo tempo. Quando il suo sostituto, Vivas, ha già combinato la frittata favorendo il gol decisivo di Serginho. Per arrivare, quindi, al 2014 con il Mancini-bis da tenere a battesimo: ci vuole un mezzo sconosciuto, Joel Obi, per riprendere il Milan. Parità sul filo di lana anche un anno fa, stavolta con Pioli inserito dopo il flop di De Boer. Candreva e Perisic timbrano il 2-2. L'unica eccezione, con l'Inter vittoriosa, è collocata nel settembre 2015: pausa delle Nazionali e derby subito dopo, risolto da Guarin.