16
Parla ai microfoni del quotidiano veronese L'Arena, Massimo Moratti che tra ricordi d'infanzia e miti giovanili non perde occasione di sottolineare il suo amore per l'Inter e i colori neroazzurri anche se, come ammette, non ha alcun interesse di rientrare nel mondo del calcio: "​Mi fa molto piacere tutto quello che è successo perché è stato estremamente bello e appassionante. Ma non ho ambizione di tornare nella maniera più assoluta”

I MITI NELLO SPORT - L'ex patron neroazzurro dichiara apertamente quali sono stati i suoi miti: "​Cassius Clay e Gigi Riva. L’uomo e il campione insieme. E poi, naturalmente, c'è tanta Inter, una squadra che è fatta di mito e di miti che hanno accompagnato la mia infanzia. Dunque, escludendo i giocatori neroazzurri, penso a Totti. Francesco per me è un mito: un giocatore che, per qualità, avrei voluto vedere anche nella mia squadra".

IL PROFILO DEL MANAGER SPORTIVO - ​Per uno che ha vissuto fianco a fianco con Angelo Moratti, non dev'essere facile cercare altro modello di manager sportivo ma ci prova: "Mio padre li ha offuscati tutti, questo penso sia normale. Tuttavia negli anni ho avuto modo di conoscere e confrontarmi con figure come Alex Ferguson, che ha segnato un’epoca al Manchester United: dirigente a tutto tondo. A livello extra-calcistico, posso citare Julio Velasco e Phil Jackson. Anche io ho avuto le mie soddisfazioni con Mourinho e Mancini".

IL PESO DEL PADRE - ​"Tentare di vincere, o fare meglio, di chi ti ha preceduto può essere spesso un peso insormontabile: mio padre è stato fantastico. Un dirigente sportivo diventato personaggio, non solo per le vittorie ottenute. A tutt'oggi, faccio fatica a valutare senza comparazioni chi è venuto dopo di lui".