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Il futuro difensore dell'Inter Jeison Murillo, colombiano proveniente dal Granada, ha parlato in una lunga intervista al Corriere dello Sport.
 
Murillo, come sta? Si sente di tranquillizzare i tifosi dell’Inter riguardo alle sue condizioni fisiche? 
"Venivo da una lesione a un dito del piede e ho perso più di un mese. Il dolore se n’è andato, ma fisicamente ero un po’ a corto di preparazione. Sabato scorso contro il Barcellona ero in panchina e sto lavorando con il gruppo da un paio di settimane". 

Murillo in quale ruolo ha iniziato a giocare?
"Sono sempre stato difensore. Centrale o terzino. La mia prima squadra è stato l’Atletico Sanin, la formazione del mio quartiere, e poi sono andato nel Deportivo Calì. In famiglia ho anche un fratello, che si chiama Junior, che gioca attaccante in una squadra qui vicino a Granada". 

Perché ha scelto l’Inter?
"Perché mi aiuterà a crescere, a migliorare e perché l’Inter ha un nome e una storia fantastica alle spalle. Un club così è il sogno di qualsiasi giocatore". 

Per i colombiani, poi, l’Inter non è una squadra qualsiasi: Corboda è stato uno degli eroi del triplete e in nerazzurro è rimasto 13 stagioni disputando 455 partite. 
"Cordoba e Yepes sono i due miti con cui sono cresciuto. Cordoba ha fatto la storia del calcio colombiano e ho avuto il piacere di conoscerlo qualche mese fa quando è venuto a trovare la nazionale". 

Nell’Inter invece c’è ancora Guarin.
"Giochiamo insieme nella Seleccion e lo conosco bene. Averlo come compagno anche nel club sarà il massimo perché è una grande persona e per di più sta disputando un campionato fantastico. Che gol ha segnato contro il Celtic...". 

Vede le partite dell’Inter? 
"Sì, ogni volta che le trasmettono. Sia quelle di Europa League sia quelle di campionato". 

E naturalmente fa il tifo per i suoi prossimi compagni perché si qualifichino in Europa anche il prossimo anno... 
"Diciamo che da un po’ di tempo hanno un tifoso in più (sorride, ndr). Secondo me ce la faranno. La squadra è forte e ultimamente, a parte la sconfitta contro la Fiorentina, è andata molto bene. Spero che arrivi il più in alto possibile in campionato e che magari vinca l’Europa League". 

Avrà Mancini come allenatore. Cosa pensa di lui? 
"Non ho ancora avuto il piacere di parlargli, ma chiaramente lo conosco. E’ un tecnico serio, sa quello che vuole e ha fatto bene ovunque ha lavorato". 

Che idea si è fatto della Serie A? 
"Che è una lega molto competitiva, tattica e fisica. Ci vuole una condizione fisica ottimale per far bene. Per me è una grande opportunità e ora voglio sfruttarla". 

Se dovesse descriversi che aggettivi userebbe? 
"Sono un centrale tecnicamente buono, ma anche rapido e forte fisicamente. Gioco sul centro-sinistra per esigenze della squadra, ma il mio piede preferito è il destro". 

Qual è il suo modello? 
"Thiago Silva, il migliore al mondo per la tranquillità che dà ai compagni. E’ forte con entrambi i piedi ed è il numero uno in circolazione in questo momento". 

Si sente pronto di vestire la casacca nerazzurra? 
"Sì anche se so che devo migliorare molto. Finora ho sempre lottato per conquistare la salvezza, mentre con l’Inter gli obiettivi sono altri e ci saranno più pressioni. Questo comunque non mi spaventa: voglio vincere qualche trofeo e far bene in nerazzurro. E’ il sogno che ho nel cassetto". 

Pensa di riuscirci visto che l’Inter sta attraversando un periodo complicato della sua storia ed è in un momento di rifondazione? 
"L’Inter è una grande squadra. Vincerà di nuovo e presto. Spero di aiutarla, di dare un contributo importante in campo". 

Qual è il giocatore italiano che sogna di sfidare? 
"Ce ne sono tanti bravi, ma Pirlo è un fuoriclasse che mi è sempre piaciuto". 
 
In Coppa America, tra i possibili avversari, ci sarà anche il suo nuovo compagno Gary Medel. 
"L’ho visto giocare in tv ed è uno tosto. All’Inter giocatori bravi ce ne sono tanti e sarà un piacere dividere lo spogliatoio con loro".