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L'edizione odierna della Gazzetta dello Sport prova a spiegare quella che potrebbe essere la sfida di questa sera dal punto di vista tattico. Sul terreno del "Meazza" potrebbero schierarsi due formazioni con lo stesso modulo: 

ALLO SPECCHIO? "Guardando solo ai sistemi di gioco di riferimento, tatticamente non sembra una sfida difficile da decifrare. Il Napoli per scelta di Sarri è un libro aperto - non sempre facile da leggere, però - e l’Inter per le scelte recenti di Mancini lo sta diventando: il suo camaleontismo è meno compulsivo e più ricercato e se stasera sceglierà di specchiarsi nel Napoli con un 4-3-3 non sarà per debolezza, ma solo perché si tratta di una rivisitazione naturale del 4-2-3-1. Ovvero l’altro sistema utilizzato nell’ultimo mese abbondante. Naturale e non traumatica, anzi quasi spontanea grazie alla duttilità di Brozovic, che dà il massimo da mezzala, ma ha movimenti funzionali alle due fasi anche da esterno destro, e addirittura da finto trequartista, nell’eventuale linea a tre alle spalle di Icardi. E in quel caso Kondogbia, sempre che rientri, potrebbe ritrovare la sua posizione preferita, in coppia con un uomo difensivo (Medel) davanti alla difesa".

IL LATO DEBOLE -  "La fascia destra dell’Inter può essere un territorio chiave nel risiko della partita. A Udine, due settimane fa, fu il lato debole del Napoli: per le condizioni precarie di Ghoulam, ma anche per il poco aiuto ricevuto da Hamsik e gli scompensi che ne seguirono nelle scalate combinate dello slovacco e di Insigne. Che rispetto a Callejon ha più soluzioni e qualità offensiva, ma meno attitudine a garantire copertura ed equilibri. Forse sarà lì che Mancini cercherà di colpire di più il Napoli e la scelta di Eder o Palacio come esterno destro gli garantirebbe anche continuità nella fase difensiva, e non solo pericolosità e i tagli giusti per accompagnare la spinta di D’Ambrosio".

ATTENTI A JORGINHO - "Il contributo offensivo dei laterali è sempre stato un valore aggiunto per il gioco del Napoli e al contrario a lungo un’incognita per Mancini, visto che a D’Ambrosio e Nagatomo sono serviti tempo ed errori per convincerlo di essere la coppia migliore. Recentemente gli equilibri si sono modificati se non capovolti, per la stabilizzazione del rendimento dei due nerazzurri e il calo di Hysaj e Ghoulam: bloccare le loro sovrapposizioni sulle fasce è diventata una missione dichiarata di tutte le avversarie del Napoli, quasi quanto ridurre il raggio di azione di Jorginho. E la terza chiave della sfida di stasera può essere proprio questa, ovvero chi e come si occuperà di togliere spazi e lucidità al regista di Sarri: più che Medel, che si può prevedere più stabilmente vicino ai due centrali difensivi, potrebbe essere proprio Eder (o Palacio) stringendo in mezzo. Ma in questo senso un aiuto importante arriverà anche dalla corsa di Brozovic, in qualunque posizione sarà impiegato il croato".