137
All’Inter c’è malumore per la gestione dei nazionali e Beppe Marotta questa volta non ha alcuna intenzione di affrontare diplomaticamente la questione. L’amministratore delegato della società nerazzurra aveva lanciato un primo allarme a margine della sfida contro il Parma, un messaggio distensivo, privo di polemiche ma volto a un confronto costruttivo, che evidentemente le federazioni hanno deciso di ignorare. Ecco perché l’affondo successivo di Marotta è stato decisamente più duro, con la richiesta a intervenire recapitata a Spadafora e l’idea di boicottaggio riservata alle Nazionali

La questione legata ai nazionali genera molta tensione all’Inter. Conte esige report precisi degli allenamenti dei suoi lontano da Appiano Gentile e anche lo staff medico nerazzurro e in continuo aggiornamento con i colleghi delle varie Federazioni. La condizione fisica non ottimale di Lukaku e Lautaro preoccupa tantissimo il tecnico nerazzurro e proprio sulla gestione dei calciatori alle prese con infortuni e/o fastidi, Marotta era stato chiarissimo nell’esprimere il proprio parere: “Sta nell’intelligenza di tutti adottare buon senso”. Ovvero, lasciate almeno programmare ai club il recupero dei calciatori affaticati. Ma niente da fare. 
Ad Appiano Gentile, ma non solo, questo dei nazionali è un nervo scoperto. Un tasto dolente. Marotta l’ha definita “situazione iniqua”, una circostanza che aggiunge altri problemi a una struttura già sgangherata dalla pandemia. L’Inter ha accettato con rammarico, ha preso atto del fatto che trattenere i calciatori ad Appiano è impossibile, ma la sensazione è che a breve i club più importanti arriveranno a un confronto nel tentativo di cercare nuove strade. Marottà a tal proposito è molto agguerrito e non avrebbe problemi a candidarsi come portavoce della rivolta.