255
Fuori la qualità, dentro la quantità. Conte ci ricasca, ancora una volta in situazione di vantaggio, gestisce la gara con mentalità da provinciale. L’Inter si abbassa, concede campo alla Roma, si mostra impaurita. Ma il segnale di ritirata lo manda proprio Conte dalla panchina, con sostituzioni che già altre volte avevano determinato allo stesso modo. Perisic al posto della punta non è una novità, contro lo Spezia era entrato per Lukaku e la squadra aveva perso metri, subito gol e rischiato la beffa. Idem contro l’Atalanta, quando il croato, a un quarto d’ora dalla fine, prese il posto di Sanchez sull’1-0 dell’Inter. Risultato finale 1-1. Contro il Napoli, stesso errore di concetto con protagonisti diversi: fuori Lautaro e dentro Hakimi a fare la seconda punta. Risultato? Inizia l’assedio azzurro.

SOTTO ACCUSA - I cambi di Conte finiscono sotto accusa, la rabbia dei tifosi esplode sui social e il tecnico nerazzurro si difende dicendo che la panchina va usata. Senza dubbio, infatti gli si contesta di usarla male, mica di usarla! Oltre a Perisic al posto di Lautaro, Conte ha scelto anche Gagliardini per Vidal e Kolarov per Hakimi. Così l’Inter è sparita dal terreno di gioco dell’Olimpico. Lukaku isolato in attacco e centrocampo privo di palleggiatori, in che modo l’Inter avrebbe potuto impensierire la Roma in ripartenza?
DUBBI LEGITTIMI - Perché non Sanchez al posto di Lautaro? Era necessario togliere Hakimi, devastante fino a quel momento? Perché non Sensi al posto di Vidal, dato che quando entra il centrocampista azzurro, l’Inter vince sempre? E invece dentro Gagliardini, l’uomo chiamato “garanzia”, sempre da Conte. Domande legittime, che inondano i social e inchiodano l’ex ct, sempre troppo conservativo, spesso lento nel riconoscere le reali esigenze nei momenti decisivi.