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Le parole di Ivan Perisic a Coppa Italia appena conquistata, hanno il giusto gusto della rivincita di un giocatore prima sottovalutato dal vecchio allenatore (Conte, che lo spedì in prestito al Bayern dopo mezza partita in amichevole ad agosto) e poi bocciato dalla società. Lo scorso gennaio, con la squadra lanciata al comando della classifica e a 6 mesi dalla scadenza del contratto di Perisic, l’Inter intavolò e chiuse in poche settimana la trattativa con l’Atalanta per portare a Milano l’allora infortunato Gosens, un’operazione da 25 milioni più 3 d’ingaggio per 4 stagioni e mezza, oltre 50 milioni in totale, che sott’intendeva proprio la rinuncia a Perisic per la stagione successiva.

In quelle settimane, l’Inter non aveva infatti alcuna intenzione di rinnovare il contratto al croato vice-campione del mondo, considerato ormai vecchio e non meritevole di non prolungamento biennale, tantomeno triennale. Non un’offerta, non un incontro, non una parola, se non quelle di benvenuto a Gosens. E questo Perisic lo ricorda benissimo e ha voluto ricordarlo a tutti, con la vittima Juventus ancora calda.

Purtroppo per Marotta, ma fortunatamente per Inzaghi, da quel momento in avanti Perisic, (già ampiamente positivo l’anno scorso, al rientro in nerazzurro dopo il triplete col Bayern), è stato il trascinatore dell’Inter, nella fase discendente della stagione: l’ultimo a mollare nella serie di 7 partite da 7 punti, il primo a ripartire nella volata scudetto ancora lanciata, nonché il dominatore nella finale di Coppa Italia. Un leader totale, che ha schiacciato il neo arrivato Gosens nell’ombra, e a cui oggi sembra difficile poter rinunciare. Pensare di non rinnovargli il contratto, soddisfacendone le richieste, sembra un azzardo che nessuno capirebbe e che pochi tifosi perdonerebbero all’Inter.
Eppure il rischio è concreto e per quanto eventuale decisione di una scelta esclusivamente economica, sarebbe la conseguenza di una valutazione tecnica sbagliata, càpita. Prendere Gosens significava programmare, rinnovare Perisic – che a questo punto chiede almeno 4/5 milioni netti per un paio di stagioni -  significherebbe un doppione che un club nella situazione finanziaria dell’Inter non sembra potersi permettere, anche perché nello scacchiere tattico di Inzaghi sembra impossibile che i due possano coesistere (differente sarebbe se il tecnico optasse per un modulo differente dal suo ormai storico 3-5-2).

In questo senso, paradossale è il confronto con ciò che la Juventus ha fatto con Dybala, scaricato senza averne il successore, con tutti i rischi che ciò può comportare. L’Inter dopo aver scaricato Perisic e acquistato l’erede Gosens, ora vorrebbe tornare sui propri passi, calpestando la decisione presa a gennaio, ma potrebbe non poterlo fare per ragioni di bilancio, prigioniera com’è di una scelta sbagliata.
@GianniVisnadi