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E' stata soprattutto la Coppa America delle conferme, a dispetto del fatto che il pronostico della finale tra Cile e Argentina fosse sfacciatamente dalla parte dell'Albiceleste prima del calcio di inizio. Questo torneo ha confermato, per esempio, che l'attuale generazione di calciatori cileni è la migliore in assoluto che si sia mai vista nel paese andino, con giocatori di temperamento come Medel, Isla, Jara e Vidal e talenti forse irripetibili come Alexis Sanchez, Edu Vargas, Valdivia e lo stesso Aranguiz, guidati da un tecnico di grande spessore come Sampaoli. Ed è arrivata l'ennesima conferma che questa Argentina è destinata a rimanere bella quanto incompiuta. Una squadra che per qualità e alternative a disposizione ricorda moltissmo quella che nel Mondiale del 1994, anche in termini di risultati conseguiti: zero, con una finale di Coppa del Mondo e di Coppa America perse sul più bello, come mai era riuscita a nessun'altra squadra.

INTER, VISTO CHE MEDEL? - Quella che è appena andata in archivio sarà per sempre la Coppa del riscatto di Gary Medel e quella dell'ennesima bocciatura di Gonzalo Higuain e anche in questo caso si può parlare di conferme. Che il Pitbull cileno, se inserito in un contesto di gioco ordinato e in cui non gli venga chiesto di fare cose che non gli competono (per esempio, essere l'iniziatore di qualsiasi azione offensiva), è un centrocampista che farebbe comodo a qualsiasi squadra. Ne sa qualcosa l'Inter, che sta aggiungendo qualità al proprio centrocampo con Kondogbia e (forse) Mario Suarez ma che difficilmente rinuncerà alle doti da combattente di Medel, capace ieri sera di annullare (anche con qualche colpo proibito) un certo Messi. Si è vociferato di un presunto interesse del Galatasaray ma, salvo offerte irrinunciabili, sarà lui uno dei punti da cui ripartire per costruire un'Inter vincente.
La conferma, in negativo, ha il nome di Gonzalo Higuain. Dopo i clamorosi errori sottoporta nella finale del Mondiale contro la Germania e dopo una stagione col Napoli in cui si è parlato di più degli sprechi nella semifinale di ritorno di Europa League contro il Dnipro o dei ripetuti errori dal dischetto, non ultimo quello contro la Lazio nell'ultima giornata di campionato, che ha decretato l'estromissione degli azzurri dalla prossima Champions League, il Pipita ci è ricascato. Un errore pazzesco a porta vuota su un assist a dir la verità non all'altezza di Lavezzi e poi il rigore calciato in curva che ha contribuito a regalare la prima storica Coppa America al Cile. A Napoli, si parla ripetutamente dei mal di pancia dell'argentino, poco propenso a restare in una squadra che non giocherà la Champions e che ha varato un nuovo corso dal profilo più basso con l'avvento di Sarri al posto di Benitez, l'uomo che lo portò a Napoli. De Laurentiis ha sin qui rispedito al mittente le avances di Juventus e Milan e di alcuni diversi club di Premier League parlando di una stellare clausola rescissoria da olte 94 milioni di euro. Siamo sicuri che li valga tutti? Siamo sicuri che con i fatti il Pipita stia dimostrando di essere quel centravanti di caratura internazionale di cui tutti parlano? Anche a Napoli e non solo iniziano a porsi i primi seri interrogativi...

Andrea Distaso
@AndreaDista83