Handanovic 6: Attende in piedi il tiro di Defrel e riesce a sventare il pericolo. Nulla può sul diagonale di Gabbiadini.

D’Ambrosio 6,5: Costretto alle maniere brutte, atterra Quagliarella lanciato a rete e si prende un meritato giallo. Si inserisce in area di rigore con cattiveria e trova il gol del momentaneo 1-0.

de Vrij 6,5: L’Inter affida sempre a lui la giocata lunga, l’olandese è attento sia in impostazione che in copertura.

Skriniar 6: In occasione del gol blucerchiato, dopo un contrasto perde di vista il pallone, e non è un dettaglio.

Dalbert 6: Prova la grandissima conclusione al volo ma si coordina male e il pallone finisce largo. La tanta voglia si trasforma in foga che a volte crea confusione in difesa.

Brozovic 6: Meno al centro del gioco rispetto al solito, ma comunque efficace.

Gagliardini 5,5: Inizia subito bene con un grande lancio per Lautaro Martinez che però non sfrutta la sua assistenza. Prosegue a fuoco lento, con qualità discutibile.

(Dal 14’ s.t. Joao Mario 6: Entra per dare maggiore qualità e ci riesce. È ordinato anche dal punto di vista tattico.

Politano 6: Dopo 70 metri di corsa prova il mancino a giro ma il pallone finisce alto sopra la traversa. Le gambe girano fin dall’inizio, ma la concretezza è un’altra cosa e alla lunga i peccati di imprecisione si pagano.

(Dal 23’ s.t. Candreva 6: Arriva di pochissimo in ritardo sul bell’assist di Lautaro Martinez. Entra in campo con tantissima voglia

Nainggolan 7: Su sponda di Lautaro, calcia di sinistro e fa la barba al palo. Gioca con concretezza ed è evidente che le gambe iniziano a sorreggerlo. Trova il gol dalla distanza con un bel destro e Spalletti scatta ad abbracciarlo. Esce tra gli applausi del pubblico.

(Dal 43’ s.t. Vecino: s.v.)

Perisic 7: Corre e crea con continuità. Suo l’assist per D’Ambrosio.

Lautaro 6,5: Dopo 6’ di gioco si invola vero la porta avversaria ma di sinistro non angola bene e spara su Audero. Torna spesso a giocare con la squadra, come piace a Spalletti e il velo per Perisic è una chicca che il croato non sfrutta. Se Icardi dovesse tornare presto in gruppo, non sarà semplice rimetterlo in panchina.


Spalletti 6,5: Vince meritatamente una gara insidiosa. La seconda consecutiva senza Icardi.

Sampdoria Audero 6: Rischia la frittatona quando il lento pallone calciato da Perisic gli scivola dai guantoni e passandogli tra le gambe rischia di finire in porta. Per sua fortuna recupera in tempo. Incolpevole sui due gol nerazzurri.

Bereszynski 5: Perisic lo mette in grande difficoltà per tutta la durata del match.

(Dal 36’ s.t. Sala: s.v.)

Tonelli 6: Ingaggia molti duelli con Lautaro Martinez e quasi sempre preferisce la forza bruta all'astuzia. Qualche volta gli va bene, altre decisamente meno.

Andersen 6: Sotto gli occhi di Ausilio e Marotta, che lo osservano da tempo, non sfigura. Crece gara dopo gara. 

Murru 5: Non si accende mai e per tutto il primo tempo subisce le avanzate di Politano.

Praet 5,5: A centrocampo gestisce qualche buon pallone, ma da un calciatore con le sue qualità tecniche ci si aspetta qualche iniziativa in più.

Ekdal 6: Buon ritmo e qualche imprecisione, ma lì in mezzo è quello che martella di più. 

(Dal 36’ s.t. Vieira: s.v.)

Linetty 6: Prova a cucire i reparti ma non sempre ci riesce. 

Saponara 6: Crea più di qualche problema alla retroguardia nerazzurra galleggiando tra le linee. Nel primo tempo è il migliore dei suoi, poi cala alla distanza.

(Dal 29’ s.t. Gabbiadini 6,5: Gli bastano pochi secondi per trovare il gol. Offre qualche speranza alla Samp, che non ne approfitta.

Quagliarella 6: Prova immediatamente a pungere ma D’Ambrosio ne placa le intenzioni stendendolo fuori area. La solita esperienza al servizio della squadra, si rende pericoloso anche con un colpo di testa.

Defrel 6: Tecnicamente indiscutibile, riesce spesso a saltare l’avversario diretto e creare superiorità numerica. Deve lavorare sulla concretezza sotto porta, dato che si lascia ipnotizzare da Handanovic quando gli capita la giusta chance.


Giampaolo 6: Se la gioca a viso aperto in campo perde molti duelli individuali. Forse avrebbe dovuto mettere prima mano a qualche sostituzione, speie per dare fiato a Bereszynski, apparso in difficoltà.